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Rocchi e Sticchi Damiani: toni cordiali, ma tra i punti di vista su Lecce-Milan resta un abisso

Il designatore degli arbitri è stato ospite dell’Università del Salento: nella platea anche il presidente del Lecce che ha posto due domande. Sullo sfondo il contestato episodio dell’annullamento del gol di Piccoli per un pestone

LECCE - Le posizioni restano distanti, ma in un contesto di cordialità e anche di qualche segnale di riappacificazione. Il designatore degli arbitri di serie A e B, Gianluca Rocchi, è stato l’ospite principale dell’incontro di studi “La funzione dell’arbitro tra rispetto delle regole e nuove tecnologie” organizzato nell’ambito del corso di laurea in Diritto e Management dello Sport, presieduto da Attilio Pisanò. A fare gli onori di casa Luigi Melica, direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche.

Sulla presenza di Rocchi erano maturati anche perplessità e timori, dal momento che nella bolla dei social l’ostilità nei confronti della classe arbitrale sembrava aver raggiunto l’apice a causa dalla decisione di Abisso di revocare il gol di Piccoli che avrebbe suggellato una clamorosa rimonta del Lecce sul Milan nella gara dell'11 novembre scorso (finita 2 a 2).

Ad ascoltare l’intervento di Rocchi, oltre a studenti, giovani arbitri e giornalisti, c’era anche il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani che dell’Università del Salento è docente di area giuridica. Con lui era anche presente Giuseppe Mercadante, direttore generale del settore amministrativo dell’Us Lecce. In casa giallorossa la ferita della decisione di Abisso è sembrata in qualche modo ricucita ma, in un certo senso, ancora visibile in superficie.  Per le proteste scaturite dopo l’annullamento di quel gol, il Lecce ha infatti subito pesanti sanzioni: tra gli squalificati compare lo stesso presidente Saverio Sticchi Damiani (fino al 4 dicembre).

Era in un certo senso scontato che il disegnatore venisse sollecitato a tornare su quell’episodio e la sua linea è rimasta quella già esternata il giorno dopo la partita: il Var (Guida) ha fatto bene a richiamare l'arbitro perché il pestone involontario di Piccoli procura al calciatore del Lecce un vantaggio nell'esecuzione del tiro finito in porta: “Non può esistere il buonsenso,- ha detto Rocchi - perché abbiamo un regolamento codificato e interpretato sulla base di linee guida. La difficoltà è avere una linea uniforme, andremo sempre sopra e sotto questa linea. Non ci sono episodi identici tra una settimana e l’altra e nemmeno nella stessa partita”. La posizione dei vertici della classe arbitrale sulla vicenda è chiara ed era stata già anticipata, prima dell’incontro, dal Carlo Pacifici, presidente dell’Associazione Nazionale Arbitri, nel rispondere ai cronisti.

Quando, successivamente all’intervento di Rocchi, è stato dato spazio alle domande dalla platea, anche Sticchi Damiani ha preso la parola: come docente dell’ateneo salentino ha espresso apprezzamento per l’evento, come presidente della squadra di calcio ha ribadito il rispetto che il club ha sempre mostrato nei confronti della classe arbitrale, ricordando le tante occasioni di confronto, pubbliche e private, nelle quali il Lecce ha saputo dimostrare la trasparenza del suo approccio e la sua volontà di essere propositivo nel fare chiarezza sulle zone d’ombra.

Sticchi Damiani in ateneo

Fatta questa premessa, Sticchi Damiani ha posto due domande: la prima sulla possibilità di rivedere, a fine stagione, l’interpretazione, che oggi appare esasperata, della fattispecie dello “step on foot” (sanzionato anche quando involontario, nel caso in cui l’episodio abbia un impatto diretto sull’azione); la seconda sull’opportunità di coinvolgere anche altre componenti del mondo del calcio (con riferimento ai club) nella discussione delle linee guida che determinano l’orientamento degli arbitri quando si verificano determinati episodi.

Rocchi, a dire il vero, non ha risposto nello specifico agli interrogativi, limitandosi a dire che, a suo parere, sarebbe meglio se determinate decisioni venissero prese esclusivamente dall’arbitro, sul momento, anche a costo di essere poi contraddette dalle immagini televisive. In più passaggi del suo intervento, del resto, Rocchi ha fatto riferimento allo stile inglese, cioè alla predilezione per un calcio con poche interruzioni, a costo di fare più errori. Questo perché, ha sottolineato, al direttore di gara è comunque riconosciuta una certa autorevolezza (se sbaglia, lo fa in buona fede).

Il designatore, che ha poi aggirato la domanda sulla valutazione tecnica data a quella direzione arbitrale di Abisso, si è detto anche piuttosto scettico rispetto alla possibilità di omogeneità delle decisioni: con 150 persone oggi afferenti alla classe arbitrale - tra direttori di gara, assistenti di linea e sala Var - è praticamente impossibile attendersi automatismi perfetti.

Hanno preso parte all’incontro anche Pierluigi Portaluri, ordinario di Diritto Amministrativo; Mario Luigi Torsello, presidente della Corte federale d’appello della Figc; Paolo Mormando, procuratore federale interregionale della Figc e Domenico Celi, presidente del Comitato regionale arbitri Puglia.

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