Alessandro Stajano e la licantropia: “Il pianto del lupo” tradotto anche in danese

Il poliedrico scrittore leccese è stato premiato alla XV edizione del Premio internazionale di letteratura “Napoli Cultural Classic 2020”. Il terzo romanzo, edito Laterza, racconta l’origine della Licantropia attraverso un inedito collegamento con il mito del dio-lupo Fenrir

Palazzo Baronale di Marigliano (Napoli), da sinistra: la poetessa Assunta Spedicato,lo scrittore Alessandro Stajano e l'editore Giuseppe Laterza durante la premiazione

“Una trama avvincente che gioca coi fili della fantasia per tessere una realtà più vicina al bene. Per la sfida sostenuta idealmente contro le forze del male, e di fatto vinta con le rifiniture di una bella scrittura”: con questa motivazione la giuria di scrittori, giornalisti e poeti della XV edizione del Premio internazionale di letteratura “Napoli Cultural Classic 2020”, ha premiato lo scrittore leccese Alessandro Stajano per il terzo romanzo, edito Laterza, “Il pianto del lupo”.

PFVX8224-2In sintesi, è la prima opera al mondo che racconta l'origine della Licantropia attraverso un inedito collegamento con il mito del dio-lupo Fenrir, al quale si attribuisce l'apolissi norrena meglio nota come Ragnarok (Fenrir secondo il culto degli dèi norreni, era, insieme alla dea degli inferi Hel e al serpente marino Jormungandr, uno dei tre figli del dio befardo Loky, fratellastro di Thor. Sarà lui a scatenare la guerra di Asgard e a uccidere nientemeno che Odino).

Sinossi

Il quadro storico. La vicenda si svolge nell’arcipelago delle isole Fær Øer (colonia fondata da esuli vichinghi in seguito all’instaurazione della monarchia di Harald Haraldsson in Norvegia), presso il villaggio-fiordo di Saksun. Momento di particolare interesse per gli studiosi di tutto il mondo, quello tra i secoli VIII e XIII, vede l’alba e il tramonto di un popolo ancora poco conosciuto eppure così ricco di cultura e tradizioni da segnare un solco talmente profondo da mutare per sempre le sorti di interi popoli sparsi per tutta Europa, e non solo. Le avventure narrate prendono le mosse da un evento fantasioso, in cui s’inseriscono, come fili d’argento in un ricamo a motivi fitomorfi, le leggende e i miti pagani, la profezia dell’apocalissi norrena, la dottrina cristiana e i costumi di due civiltà apparentemente agli antipodi, ma che finiranno per fondersi nel più complesso coacervo di culture da animare ancor oggi accesi dibattiti.

La Trama. La fragile pace sociale vigente tra le genti delle due confessioni religioni, che popolano queste lande inospitali, viene sconvolta da un omicidio efferato, cui segue a breve distanza una serie di cataclismi devastanti. Già esasperata da due anni di carestie e alla mercé di un clima mai così ostile, la popolazione locale è portata a domandarsi se non sia giunta la pronosticata fine del Mondo per mano degli dèi: il Ragnarøk, visto che gli eventi sembrano non avere alcunché di terreno.

La protagonista principale è Lynn Loveland, nipote dell’ex abate di Cluana Ferta (Padre Kevin da Clonfert), la quale, scampata al naufragio in cui periscono entrambi i genitori (chiamati dal parente a trasferirsi nella diocesi di Saksun, retta dallo stesso) viene allevata insieme al fratello minore in seno alla comunità di conversi. Adolescente ribelle e refrattaria alla rigida dottrina Copertina-30inculcatale dal patriarca, Lynn sviluppa una curiosa fascinazione per il variegato pantheon norreno e per gli usi e costumi dei nativi, finendo per restarne completamente coinvolta. Tutto, per la giovane orfana e suo fratello, sembra procedere per il meglio e, nonostante le ostiche condizioni di vita, nel villaggio popolato da una eterogena comunità di pagani e cristiani prosperano pace e armonia. Finché degli eventi drammatici, seguiti da inesplicabili calamità naturali, non fanno riaffiorare gli antichi dissapori tra le genti delle due confessioni religiose, minando il ruolo dei due uomini alla guida della comunità: il ministro del culto cristiano e il governatore al soldo del re norvegese.

L’elemento scatenante. Il macabro rinvenimento delle teste decapitate del capo baleniere e di suo figlio (fidanzato della giovane fanciulla cristiana), risvegliano negli abitanti del pacifico villaggio di Saksun paure antiche e reciproci sospetti. La gente si convince rapidamente che il nefasto susseguirsi di eventi luttuosi e sconvolgimenti ambientali non sia altro che l’avveramento dell’antica profezia del “Ragnarøk”, l’equivalente norreno dell’Apocalissi cristiana. La sacerdotessa pagana conferma le parole della veggente di Odino, scatenando così il panico in coloro che ancora resistevano alla conversione. Tormentata da un profondo turbamento interiore, che culminerà nella sua improvvisa conversione al paganesimo, Lynn partirà alla volta dell’isola sacra alla ricerca del fratello, unico affetto rimastole.

Il Mito. Scampata a un incidente mortale per mano di un misterioso e bellissimo giovane, Lynn scoprirà ben presto che il suo salvatore, di cui s’innamorerà perdutamente, non è altri che l’incarnazione del più potente e riverito tra gli dèi di Asgard: Fenrir, il mostruoso figlio di Loki dalle sembianze di lupo. Scacciato con l’inganno ed esiliato sulla terra di mezzo dallo stesso Odino, Fenrir attenderà, impotente, la fine dei tempi per reclamare la sua vendetta. Ma l’amore di Lynn, il più potente tra gli incantesimi, scioglierà il magico vincolo che lega il bellissimo dio alle sue catene terrene, dando avvio alla battaglia più incredibile di tutti i tempi: quella in cui morranno anche gli dèi. Nonostante la piega disastrosa che gli eventi sembrano prendere, c’è ancora spazio per la speranza: Lynn, infatti, porta in grembo il frutto di quell’amore impossibile e perciò stesso assoluto ed eterno.

IMG_6076-3Alessandro Stajano, biografia

Leccese, classe 1972, dopo la maturità scientifica si arruola come volontario nella Prima Guerra del Golfo Persico del 1991 e, rientrato in patria, si laurea con lode in Conservazione dei Beni Culturali. Fin dapprincipio collabora con numerose testate giornalistiche locali, e conduce programmi d’intrattenimento e talk-show per l’emittente televisiva “Canale8”. Nel 2006 gli affidano la direzione della rivista di promozione turistica del territorio “Life Style – The best of Puglia”. Il 2010 è l’anno dell’esordio nella narrativa di fantascienza con “Gli Echi del Tempo” per le edizioni Giuseppe Laterza.

Due anni più tardi la “Gsm Ip Company” di Los Angeles gli commissiona la sceneggiatura per una produzione cinematografica inedita dal titolo provvisorio “The Good Shepherd”. Dal 2013 la sua passione per l’ufologia lo vede tra i relatori ufficiali del Centro Ufologico Nazionale. È il 2017 quando propone, e ottiene, l’insegnamento di “Fantascienza” presso la Libera Università degli Studi Esoterici Achille D’Angelo - Giacomo Catinella di Lecce. Nel 2019 dà alle stampe la seconda raccolta di short-stories fantascientifiche dal titolo “Effetto di Risonanza”, sempre per le edizioni Laterza, e nello stesso anno fonda l’associazione culturale “Movie in Sud”, per promuovere e valorizzare i talenti e le risorse del territorio pugliese nell’ambito delle arti visive, cinematografiche e teatrali. Il debutto al Teatro Paisiello di Lecce, in una divertente commedia degli equivoci del regista Mattia De Pascali, alimenta il desiderio di recitazione, e l’ingresso nella Compagnia Teatrale Makarìa, del regista e attore Marco Antonio Romano, non si fa attendere e in un solo anno si susseguono ben tre spettacoli. Il 2020 si apre con la nomina a responsabile provinciale del Cun. Sempre il 2020 vede l’uscita del suo terzo libro, dal titolo “Il Pianto del Lupo”, in cui Stajano narra in maniera originale le vicende di una giovane e tormentata irlandese nel difficile momento di passaggio dal Paganesimo al Cristianesimo e il suo diretto coinvolgimento nell’apocalissi norrena – Ragnarøk – ponendo le basi per la nascita del primo licantropo della storia della letteratura di genere.

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Vincitore della XV edizione del Premio letterario internazionale “Napoli Cultural Classic 2020” il romanzo, edito da Laterza, ha già conquistato la Danimarca e in autunno vedrà la pubblicazione in lingua Danese. Pronipote di Achille Starace, e nipote dell’eclettica e irriverente Giò Stajano, Alessandro, tra i mille altri interessi, conduce inoltre l’azienda agricola di famiglia, situata a due passi dalla splendida città di Gallipoli, producendo un eccellente olio extravergine monocultivar.

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