Salento, inversione di tendenza dell’epidemia: primo calo dei casi attivi

Dopo settimane di incrementi, arriva un segnale di cambio di rotta. Rinforzato da un rapporto più basso, seppur ancora parziale, tra positivi e persone testate. La metà dei contagi avviene in ambito familiare

Nel grafico il rapporto positivi/casi testati.

LECCE – Dalla fine di luglio alla metà di ottobre l’incremento ha viaggiato, di settimana in settimana, sottotraccia per poi diventare sempre più evidente, fino ai 2.324 casi attualmente positivi di cui riferiva il report di Asl Lecce del 27 novembre. Quello appena diffuso fa registrare, per la prima volta dopo mesi, una prima inversione di tendenza: l’ultimo dato è, infatti, di 2.236.

Il segnale viene confermato da un’altra riduzione: quella del rapporto tra positivi e casi testati (quindi, al netto dei tamponi ripetuti) che si attesta al 10,44 cioè tre punti in meno del precedente. Non è un dato consolidato, perché l’immissione nel sistema degli esiti ancora mancanti – quelli dei laboratori privati – porterà a un ritocco verso l’alto ma, come accaduto finora, sarà comunque relativo.

Nell’ultima settimana, in provincia di Lecce, sono stati fatti 11.110 tamponi molecolari, di cui 3.800 circa su nuovi casi, tutti gli altri di controllo su cittadini già risultati positivi. Anche in questo caso, dunque, si registra una riduzione rispetto alle quattro, cinque settimane precedenti. La flessione potrebbe dipendere dalle attività di controllo che il Nas dei carabinieri hanno fatto (in tutta Italia) sui laboratori privati: tre giorni addietro si dava conto della chiusura di una struttura salentina.

Sostanzialmente stabili gli altri dati: 13 i decessi, 134 i pazienti attualmente ricoverati (136 una settimana addietro) – di cui 22 in terapia intensiva (è molto minore che in precedenza il peso di pazienti portati da altre province) -. I dimessi sono stati 54 (di 58 il dato del 27 novembre). Il numero dei guariti ha visto un altro notevole incremento: di 708 negli ultimi sette giorni dopo quello di 641 nell’intervallo precedente.

Un altro dato che emerge in maniera più netta è l’incidenza dei contagi in ambito familiare: l’analisi di un terzo dei casi avuti dall’inizio dell’epidemia dimostra che il 50 percento è avvenuto per contatti con familiari stretti.

Per quanto riguarda l’andamento nei singoli comuni (si considera la residenza e non il domicilio effettivo), la media provinciale ogni mille abitanti è di 2,8 casi attivi: a Lecce si passa da 284 a 255; a Taurisano, dove era emerso un focolaio qualche settimana addietro, si passa da 140 a 109; a Nardò da 80 a 67; a Galatina da 78 a 65; a Melendugno da 75 a 56.

Incrementi di un certo peso a Campi Salentina, da 30 a 46 casi; a Cursi, da 20 a 30; a Guagnano, da 19 a 29; a Gallipoli da 48 a 56; a Matino, da 22 a 30; a Monteroni di Lecce, da 27 a 38; a Tricase, da 51 a 69. Tre i centri senza casi attuali: San Cassiano, Melpignano, Surano; un caso a Bagnolo del Salento, Botrugno, Tuglie; due a Guggianello, Giurdignano, Martignano e Palmariggi.

Scarica il Report Asl 4 dicembre

Il report Asl è a cura di Fabrizio Quarta, direttore dell'Unità operativa complessa di Epidemiologia e Statistica, con la collaborazione di Angela Metalla ed elaborazione dati di Carlo Indino.

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