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“Salvato il soldato Paolo”, carabinieri salentini in prima linea nel trasferimento del generale

Completata l’operazione di trasferimento a Baghdad dello staff guidato dal generale Paolo Attilio Fortezza grazie ad una azione via terra della scorta dei carabinieri del battaglione Tuscania. Condotti in una postazione più sicura 40 militari

BAGHDAD - Come da buon comandante che si rispetti il generale di brigata Paolo Attilio Fortezza, alla guida del contingente italiano in Iraq, è stato l’ultimo uomo a lasciare, nelle scorse ore, la base statunitense Union 3 della Nato a Baghdad. Ed a completare così la ridislocazione temporanea dei militari italiani nel teatro operativo iracheno, come previsto nei piani di cooperazione per la salvaguardia del personale impiegato nella missione internazionale.

A prelevare e scortare il comandante del contingente nazionale verso la nuova destinazione le unità addestrate speciali, e in prima linea nelle zone di guerra e contro il terrorismo, del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania”, tra le cui fila sono stati impegnati diversi militari salentini delle province di Lecce e Brindisi. La conferma arriva da fonti militari e dallo Stato Maggiore della Difesa. Un trasferimento che si è reso necessario da quando i venti di guerra sono tornati a spirare forti nei territori medio orientali e per far fronte al rischio concreto di attacchi di mortaio contro la Union 3, la base militare di circa tre chilometri quadrati posta a poche centinaia di metri dall’ambasciata degli Usa, nella “zona verde” della capitale irachena.

La base è ora più che mai un possibile obiettivo di attacchi e considerata non più sicura dopo la tensione inasprita in seguito all’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, centrato dall'armamento di un drone proprio nella capitale irachena. I vertici della Nato hanno quindi pianificato la dislocazione di parte degli assetti per motivi di sicurezza.

Per quanto concerne il contingente italiano il trasferimento dal compound Union 3 si è articolato con un due operazioni, sotto l’egida dello Stato Maggiore della Difesa e in accordo con i vertici della Nato, che hanno interessato complessivamente una cinquantina tra carabinieri e militari dell’esercito impegnati nell'operazione di addestramento delle forze di sicurezza irachene. Le missioni per il trasferimento di personale e materiale sono state portate a termine dalla scorta dei carabinieri paracadutisti del Tuscania sia con attività aeree che via terra e il loro supporto, per lo spostamento dei militari dalla base della coalizione, è stato richiesto anche dalle truppe francesi.          

Nella notte tra martedì e mercoledì una quarantina di militari italiani (trenta carabinieri e dieci dell’esercito per lo più tutti ufficiali) sono stati spostati a bordo dei mezzi via terra a Camp Dublin, una base più protetta nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale, una decina di chilometri in linea d’aria più a ovest, sempre comunque nella regione di Baghdad. Per i dieci militari dell’esercito è stato poi disposto il riposizionamento a Erbil.

La notte scorsa invece è stata completata l’evacuazione precauzionale da Union 3 del generale Paolo Attilio Fortezza e del suo staff e per una quindicina di soldati del corpo di guardia, anche loro trasferiti dalla scorta dei carabinieri Tuscania, nella postazione più protetta. Con un secondo viaggio la scorta ha provveduto al trasferimento del materiale sensibile e delle dotazioni ancora presenti nel campo Union 3.   

Lo Stato Maggiore della Difesa ha spiegato in questi giorni che la pausa delle attività addestrative e la dislocazione dei militari rientrano “nei piani di contingenza per la salvaguardia del personale impiegato”. Dunque, non ci sarà ritiro o “interruzione della missione e degli impegni presi con la coalizione, ma le decisioni assunte dipendono dalle misure di sicurezza adottate”.

L'allertamento e le misure di sicurezza, viene precisato dai comandi militari, “sono nel rispetto delle misure di sicurezza, che sono decise a livello di coalizione internazionale in coordinamento con le varie nazioni partner, e il dispositivo sarà riorganizzato per riprendere e per completare le attività previste dal mandato”.

Pur confermando la presenza del contingente italiano in Iraq il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in un colloquio definito “articolato e franco” con il collega statunitense, Mark Esper, ha invitato l'alleato “alla moderazione, al dialogo, al senso di responsabilità” e a coordinarsi in futuro per poter continuare l'impegno della coalizione interforze all'interno di una cornice di sicurezza per tutti i militari.

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