Salvemini in tackle su Lega calcio e ministero: “Rinvio, scelta tardiva e parziale"

Dopo la presa di posizione di Liverani anche il sindaco critico sulla scelta del rinvio parziale delle gare. “Più logico sospendere il campionato”. Polemica con D’Attis. I tifosi della curva dell’Atalanta: “Non ci saremo”

LECCE - A poche ore dalla sfida sul campo tra Lecce e Atalanta e sulla discutibile scelta imposta e condivisa da ministero dello Sport, Figc e Coni di rinviare solo cinque partite (che in un primo tempo dovevano disputarsi regolarmente a porte chiuse) di questo turno di campionato, si apre una finestra polemica anche tra i meandri della politica salentina e regionale. Alle dure valutazioni espresse dal tecnico giallorosso, Fabio Liverani, che ha parlato senza mezzi termini di “scelta priva di logica” e forse atta a favorire solo alcune società più titolate, fa eco anche la dichiarazione a bordo campo giunta in queste ore dal sindaco di Lecce, Carlo Salvemini.

Una presa di posizione alquanto caustica quella del primo cittadino sulle modalità e la tempistica delle scelte degli organi calcistici e di governo e che si associa anche ad una serie di reazioni del mondo politico, e in particolare del centrodestra, che in queste ore hanno aspramente criticato lo “spezzatino” delle partite rinviate, quanto la decisione di far giocare la gara del via del Mare con la pantomima del divieto, mai imposto o revocato, per la trasferta dei tifosi bergamaschi. I quali per altro, già in giro per la città da ieri, saranno presenti nel settore ospiti in numero contenuto. Dal tifo organizzato della curva nord di Bergamo è giunto un monito chiaro dal proprio profilo social: “Mercoledì la trasferta di Lecce è stata aperta, venerdì sera è stato chiuso il settore ospiti, il sabato mattina è stato riaperto. In modo irrispettoso sono stati presi in giro tutti quei tifosi che hanno preso ferie e prenotato mezzi per muoversi. Non siamo burattini di nessuno, quindi a Lecce non ci saremo. La dignità ed il rispetto, per noi, valgono prima di tutto”.

Sulla decisione condivisa da ministero dello Sport, Figc e Coni di rinviare solo cinque delle partite del campionato di serie A previste per domenica 1 marzo, il primo cittadino, Carlo Salvemini, ha parlato di una scelta “incomprensibile in quanto tardiva, frettolosa e parziale”. Per il sindaco si è, in buona sostanza, trattato di una iniziativa che nulla sembra avere a che fare con le esigenze di prudenza e prevenzione relative alla diffusione del Coronavirus, ma bensì “solo con la tutela degli interessi legati al mondo del calcio che sarebbero stati colpiti dal gioco delle partite a porte chiuse”. Stoccata decisa quella di Salvemini, che suggerisce la via più coerente che sarebbe stato logico seguire senza determinare disparità anche solo intuite. “Più logico, coerente e trasparente nei confronti della popolazione” spiega Salvemini, “sarebbe stato procedere per tempo al rinvio dell’intera giornata calcistica, così come sta avvenendo in altri campionati sportivi”. Come noto invece si giocheranno regolarmente, a porte aperte, solo le gare tra Lecce e Atalanta, Lazio e Bologna, e Napoli-Torino senza alcun divieto di trasferta per i tifosi ospiti, provenienti anche da aree colpite da Covid 19, di cui pure si era parlato nei giorni scorsi come provvedimento prudenziale.

La Regione Puglia, la prefettura di Lecce, la Asl territoriale e il Comune di Lecce e le altre autorità locali, preso atto del provvedimento, si stanno già attivando in occasione della partita di domani per il rispetto dell’ordinanza regionale e delle direttive ministeriali relative all’emergenza legata al Covid-19, che prevedono, in caso di riscontro di sintomi, l’attivazione dei protocolli sanitari. A tal fine saranno installate agli ingressi dello stadio dalla Asl territoriale postazioni per uno screening sanitario di base destinato agli spettatori della partita e sarà garantito il trasferimento in sicurezza sui bus Sgm dei tifosi che arriveranno alla stazione. “L’esigenza di uniformare direttive, interventi, iniziative territoriali su tutto il territorio nazionale, al fine di garantire efficienza ed efficacia delle stesse, pur ribadita più volte dal Governo e dalle strutture attivate a livello nazionale per la gestione dell’emergenza, risulta in questo caso disattesa” lamenta Salvemini. A corredo si innesca all’ombra della gara tra Lecce e Atalanta anche una sorta di polemica a distanza tra Salvemini e il commissario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis.    

“In queste ore di emergenza sanitaria coloro che intendono le responsabilità pubbliche come servizio alla comunità sono impegnati a studiare, documentarsi, coordinare le iniziative delle amministrazioni di cui sono responsabili” puntualizza il sindaco di Lecce, “altri, come capita di leggere sui social, sono invece impegnati a innestare polemiche politiche sulla legittima preoccupazione della popolazione. Da ultima leggo la nota del parlamentare D'Attis” conclude Salvemini, “il quale definisce zona rossa il bergamasco, in realtà è zona gialla, e Bergamo una città a 100 chilometri dal focolare (sic) del virus. Invito D'Attis a perdere meno tempo in polemiche e a spendere più energie nel documentarsi per dare un contributo di sostanza alla gestione di una emergenza inedita”. Errore su cui il sindaco di Lecce usa toni sarcastici, quello del focolare e del  focolaio, che D'Attis ha poi emendato con l'inoltro di in un secondo comunicato (in cui però la zona di Bergamo resta indicata come rossa, quando in realtà al momento è ancora gialla). 

A generare il risentito commento del primo cittadino le valutazioni espresse nel pomeriggio fal forzista Mauro D’Attis che si interrogava proprio su come fosse possibile che il ministro Spadafora avesse permesso l’arrivo dei tifosi dell’Atalanta per la partita di calcio con il Lecce. “Come è possibile che il ministro non abbia vietato la trasferta ai tifosi bergamaschi, squadra di una città a soli 100 chilometri dal focolaio del virus ovvero Codogno?” scrive nel comunicato D’Attis, “come è possibile che oggi il Salento sia pieno di tifosi che provengono, senza alcun controllo sanitario, dalla zona rossa del virus? Il tutto nel silenzio assoluto del sindaco di Lecce Salvemini, che è anche la massima autorità sanitaria locale e quindi ben potrebbe bloccare tutto. Anzi, la verità è che è troppo tardi: i tifosi lombardi sono già a Lecce e questo è veramente inconcepibile. Ci aspettiamo una risposta urgente e interrogheremo il ministro per chiedere conto di questa decisione scellerata” conclude la nota del parlamentare, “ci auguriamo che il prefetto di Lecce intervenga disponendo misure urgenti di sicurezza a tutela dei cittadini della nostra Regione”

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