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Sabato, 25 Giugno 2022
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San Cataldo, concreta l'ipotesi di un porto precedente quello di Adriano

Negli anni Novanta, in località Posto San Giovanni, erano emerse evidenze di età tardorepubblicana. Indagini più recenti hanno portato alla luce la fondazioni di un molo lungo almeno 90 metri

SAN CATALDO (Lecce/Vernole) - Tra la fine dell'età repubblicana e la prima età imperiale, il territorio dell'antica Lupiae venne dotato di un porto di significative dimensioni e importanza in località Posto San Giovanni, precedente a quella che venne poi costruita più a nord, nota come il porto di Adriano. Il tratto di costa interessato corrisponde al litorale prospiciente l'idrovora dell'ente della riforma agraria, ai margini dell'area ricadente nella riserva delle Cesine (nella foto, sotto, di R. Perrone una veduta aerea da drone della lunga fondazione del molo, perpendicolare alla costa)

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Ci sono oramai pochi dubbi sulla natura degli elementi emersi durante le ultime campagne di ricognizione dirette tra il 2020 e il 2021 da Rita Auriemma, docente di Archeologia Subacquea presso l'Università del Salento. Sin dagli anni Novanta alcune ricerche avevano già portato alla luce allineamenti murari di età romana tardorepubblicana: una struttura nota come “Chiesa sommersa” (forse la fondazione di un faro), una serie di vasche scavate nella roccia, e un’altra sempre immersa nel mare, posizionata più a sud (nella foto, sotto, di R.Perrone, una veduta aerea da drone).

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Le caratteristiche di queste strutture presentano delle affinità con la fondazione di un molo scoperta nel 2020 nel corso delle ricerche coordinate dalla professoressa Auriemma: un'opera a circa 15 metri dalla costa, dove in quell'epoca doveva essere la riva e oggi sotto il livello del mare. I blocchi alla radice sono alla profondità di meno di un metro, mentre quelli in testata si trovano a tre metri e mezzo di profondità. La struttura è delimitata da due allineamenti paralleli di grossi blocchi a forma di parallelepipedo per una larghezza complessiva di circa 8 metri e una lunghezza di almeno 90. La tecnica di costruzione del molo sembra essere quella tipica delle strutture di approdo dell’Adriatico e di altre aree del Mediterraneo, soprattutto orientale.

Tenendo dunque insieme le evidenze archeologiche già note e le più recenti acquisizioni, emerge un complesso portuale notevole, ma per conoscere la sua compiuta articolazione saranno necessarie indagini dedicate: sono diverse, infatti, le ipotesi che gli studiosi vogliono verificare per aggiungere nuovi tasselli alla storia antica del Salento. Anche queste scoperte su San Cataldo saranno tema di discussione nell'ambito dell'evento finale del progetto “UnderwaterMuse - Immersive Underwater Museum experience for a wider inclusion” che si terrà dal 3 al 5 giugno tra Lecce e Porto Cesareo. 

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