Il photored e l'ira del sindaco per le sentenze. Gli avvocati chiedono lumi

Dopo le recenti dichiarazioni di Fernando Coppola, che ha attaccato alcuni legali, interviene la presidente Roberta Altavilla

LECCE – Agli automobilisti quel photored proprio non scende giù, il sindaco di San Cesario di Lecce, Fernando Coppola, non riesce a digerire alcuni ricorsi in cui il giudice di pace ha dato ragione ai ricorrenti e il presidente dell’Ordine degli avvocati, Roberta Altavilla, è saltata dalla sedia quando ha letto sui giornali le dichiarazioni del primo cittadino, il quale ha attaccato frontalmente alcuni legali, rei, ai suoi occhi, di strumentalizzare le vicende per farsi pubblicità.

L’Ordine ha così deciso di chiedere spiegazioni direttamente al sindaco con una missiva inviata all’Ufficio protocollo in cui la rappresentate degli avvocati, Roberta Altavilla, scrive di aver “letto con stupore le dichiarazioni” e, “senza entrare nel merito della nota questione del photored, posto sulla strada provinciale 362 Lecce-Galatina”, esprime il suo “rincrescimento, ritenendo le parole a Lei attribuite inaccettabili e fuor di luogo, non comprendendo dove vi siano le lamentate ‘strumentalizzazioni misere e vergognose fatte da avvocati in cerca di visibilità e clientela’. E’ di tutta evidenza – prosegue - che è compito dell’avvocato tutelare il proprio assistito senza condizionamenti di alcun tipo e senza dover subire offese generiche, per il sol fatto di avere ottenuto un risultato  positivo, condivisibile o meno, a seguito di un regolare giudizio”.

Roberta Altavilla ricorda anche di non aver letto, di contro, “alcuna dichiarazione lesiva del decoro del Comune o volta ad accaparrare clientela, da parte dei Colleghi che hanno patrocinato le parti vittoriose, ragione per la quale mi sfuggono le motivazioni che hanno generato tale spiacevole episodio. E’ ovvio – aggiunge - che qualora vi fossero violazioni, allo stato non desumibili dall’articolo di stampa, le stesse potranno essere rappresentate all’Ordine. Allo stesso modo mi preme evidenziare che le sentenze, ove non  condivise o non ritenute giuste, possono essere appellate nella sede opportuna”. Come lo stesso primo cittadino ha già preannunciato, peraltro. “Senza con ciò mortificare il  lavoro svolto dagli avvocati, che difendono i propri clienti, né attribuire sciatteria decisoria a quei Giudici di Pace, i quali hanno valutato secondo il loro apprezzamento la questione in esame ed hanno ritenuto di emettere una sentenza, che potrà essere sottoposta al vaglio del Tribunale, in sede di gravame”, precisa.

Roberta Altavilla si dice alla fine certa che “la vicenda sia solo frutto di malintese dichiarazioni e che interverrà a breve un auspicabile chiarimento”. La questione è nata il 10 aprile, quando, dopo la seconda sentenza di fila a favore di un ricorrente, il sindaco di San Cesario di Lecce, già finito tempo addietro nel mirino di cittadini e associazioni dei consumatori, proprio per aver promosso l’installazione dell’apparecchiatura ritenuta una sorta di trabocchetto per fare grana, ha perso la pazienza ed espresso il suo pensiero, affidandolo a un comunicato stampa.  

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