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Sabato, 25 Giugno 2022
Attualità Melendugno

Dissuasori contro la pesca a strascico posati nel mare di San Foca

L'intervento è stato realizzato da Tap per contrastare l'attività a quelle profondità in cui la pratica è vietata, sotto i 50 metri. Dovrebbe beneficiarne la marineria locale

SAN FOCA – Dissuasori contro la pesca a strascico alle profondità in cui questo tipo di attività è vietata, vale a dire a meno di 50 metri sotto la superficie del mare. A posarli, nelle acque davanti alla marina melendugnese di San Foca, è stata Tap, la società che ha realizzato il gasdotto di 878 chilometri che, collegandosi con il Trans Anatolian Pipeline al confine turco-greco, attraversa la Grecia e l’Albania e il mare Adriatico, approdando poi sulle coste salentine. 

I lavori, annuncia lo stesso gruppo, sono stati completati nei giorni scorsi. “L’intervento – spiega una nota di Tap - si colloca nel quadro delle azioni di mitigazione ambientale derivanti dall’analisi sullo stato dei fondali interessati dalle opere a mare e ha l’obiettivo di proteggere la flora e la fauna subacquee, favorendo l’incremento delle risorse biologiche marine sia attraverso il blocco della pratica della pesca a strascico illegale, sia attraverso la predisposizione di substrati adatti al popolamento ittico”.

Per l’intervento, una volta ottenute le autorizzazioni e in coordinamento con le autorità competenti, sono stati usati manufatti e materiali che favoriscono il fiorire della biodiversità, catturando la CO2 e offrendo prestazioni strutturali migliori rispetto al calcestruzzo tradizionale. E c’è di più. “Oltre a impedire la pesca a strascico – proseguono da Tap –, la particolare forma e i materiali brevettati che compongono le strutture forniscono anche rifugio a molte specie ittiche, arricchendo l’habitat sottomarino e aumentando la pescosità di queste acque a beneficio della marineria locale”, con la quale sono stati condivisi i dettagli dell’intervento.

“In particolare – prosegue la nota –, la disposizione spaziale delle strutture consente di creare un’ampia area di circa 700 metri di lato composta da 20 stazioni anti-strascico composte da dissuasori disposti in forma piramidale e un’ulteriore area con specifiche finalità di monitoraggio e oasi di ripopolamento della fauna ittica, composta da 20 stazioni ravvicinate per una dimensione complessiva di 40x60 metri”. 

“L’attività di posa – prosegue la nota – è stata realizzata nelle acque circostanti l’exit point del microtunnel a San Foca, a una profondità compresa tra 16 e 43 metri, dove la pesca a strascico illegale aveva impattato l’originaria prateria di posidonia. Oltre all’installazione dei dissuasori e dei relativi materassi in pietrame di sottofondo eseguiti dall’imbarcazione principale, una seconda imbarcazione è stata dedicata ai monitoraggi ambientali in corso d’opera, seguiti e coordinati dagli enti di controllo”, concludono da Tap. In un video diffuso su Youtube, si può ascoltare il racconto dell’attività e osservare alcune fasi dei lavori. 
 

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