L'annuncio di una startup: “Terapia criogenica per sconfiggere la Xylella”

L'anteprima sul giornale online Affaritaliani.it. Esisterebbe un rimedio, usando il freddo, per sconfiggere il batterio killer degli ulivi

MILANO – Un rimedio contro la Xylella Fastidiosa, il batterio killer degli ulivi, che ha fato strage nel Salento e che si sta diffondendo anche altrove? Una startup con sede a Milano, Sanitrix, nata dall'unione di due gruppi di imprenditori di Brescia e di Padova, sostiene di averlo trovato: una terapia criogenica, brevettata. L’annuncio arriva con un’esclusiva del quotidiano online Affaritaliani.it. Il direttore della storica testata giornalistica sul web, Angelo Maria Perrino, a tale proposito, ha intervistato l’avvocato Massimiliano Russo, consigliere d’amministrazione della società. Secondo il quale, dunque, esisterebbe un metodo per debellare il batterio. Annunciando anche l’apertura, prossimamente, di un presidio in Puglia, per la precisione a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, sotto la responsabilità dell'avvocato Donato Valente, consigliere di Fiera Milano, cegliese d’origine e membro del team della start up.

Il freddo per abbattere il batterio

Terapia criogenica, dunque, utilizzo del freddo per sconfiggere il batterio e alternativa all’eradicamento. Questa la soluzione proposta che, sotto la guida del responsabile scientifico Emanuele Guerra, avrebbe necessitato di ben sette anni di tentativi. “Dopo un primo test su un singolo prototipo – spiega Russo - lo scorso anno abbiamo completato con successo una seconda fase su venticinque ulivi. I quali “vengono coperti da una campana che porta la temperatura sui -50 o -60 gradi nell’area circostante e, per 15-20 minuti circa, di -5 o -6 gradi all’interno del vaso xylematico, debellando il batterio”. A distanza di qualche mese, sarebbe poi ricomparso nuovo fogliame.

 “Siamo entrati in contatto con le istituzioni”

“Siamo entrati in contatto con le istituzioni”, afferma, inoltre, Russo. “Abbiamo incontrato il ministro Teresa Bellanova, interessata da vicino al tema visto che è pugliese, e siamo in contatto con la Regione Puglia di Michele Emiliano. Ora stiamo collaborando con le autorità scientifiche e siamo disponibili a ripetere la fase di test insieme a loro”. Tutta la strategia e la sperimentazione sono state portate avanti con fondi privati. Sul mercato il prodotto dovrebbe arrivare dopo la fase di validazione. “Il costo del nostro intervento diretto sarà intorno ai 60 euro per pianta, ma contiamo di poter produrre il software e l’hardware necessari all'intervento – conclude Russo - in modo da metterli in vendita e facilitare l’accesso a tutti i produttori”.

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