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Ditta non inadempiente. Consolidamento delle falesie, ora si può ritornare al lavoro

Il Comune di Santa Cesarea aveva risolto il contratto, ma il giudice ha ritenuto proprio l'amministrazione l'artefice dei ritardi

SANTA CESAREA TERME – Il giudice del Tribunale civile di Lecce, Maria Gabriella Perrone, ha accolto il ricorso cautelare proposto dalla società Idrogeo contro il Comune di Santa Cesarea Terme che aveva disposto la risoluzione del contratto di esecuzione dei lavori. Il Comune, infatti, aveva lamentato inadempimenti della ditta affidataria.

All’impresa esecutrice era stato contestato di avere opposto agli ordini di servizio del direttore dei lavori ragioni strumentali a sottrarsi ai propri obblighi e di avere anche apposto più volte infondate riserve economiche, peraltro di particolare consistenza. E la Idrogeo era stata ritenuta, alla fine, l’unica responsabile del ritardo nell'esecuzione dei lavori.

Il Tribunale, però, ha ritenuto infondati i rilievi mossi, ribaltando quanto prospettato dell’amministrazione e riconoscendo, piuttosto, quest’ultima come principale responsabile dell’anomalo andamento. Accogliendo le tesi difensive degli avvocati Luigi Quinto e Gianluca Greco de Pascalis, il Tribunale ha giudicato illegittimo l’operato dell’amministrazione sin dalla sottoscrizione del contratto, per averne disposto la trasformazione di uno “a corpo” in un altro con previsione di corrispettivo “a misura”, in contrasto con una “norma imperativa non derogabile dalle parti, la cui violazione importa l’automatica sostituzione della pattuizione nulla con quella di legge”.

Nel provvedimento di sospensione pubblicato oggi, è stato anche censurato l’operato del Comune per avere “gestito la fase afferente alla progettazione esecutiva al di fuori del rapporto contrattuale d’appalto, con conseguente violazione della indicata norma di legge e cesura del collegamento funzionale esistente tra i diversi steps del contratto di appalto integrato”. Da tale accertamento il giudice ha fatto discendere la conseguenza che le irregolarità contestate della progettazione esecutiva non possano essere addebitate all’impresa esecutrice bensì al Comune che l’ha commissionata.

Il Tribunale ha anche ritenuto meritevole di condivisione la tesi dell’impresa circa “l’imputabilità alla stazione appaltante della sospensione dei lavori”. Il giudice, infine, ha concluso rilevando la complessiva illegittimità del provvedimento di risoluzione adottato dal Comune nonostante gli ordini di servizio impartiti all’impresa per la ripresa dei lavori fossero stati da quest’ultima subito riscontrati con una dichiarazione d’impegno all’esecuzione delle lavorazioni a partire dal 30 marzo 2021.    

L’imprenditore Giuseppe Maggio, socio di maggioranza dell’impresa, è rimasto soddisfatto per l’esito del giudizio cautelare, dichiarandosi legato a questa commessa per ragioni territoriali, visto che egli stesso cittadino di Santa Cesarea Terme. Per cui, si è dichiarato disponibile a riprendere subito i lavori, in modo da restituire la fruibilità di un suggestivo tratto di costa.  In fin dei conti, sono passati ormai otto, lunghi anni, dall’indizione della gara di appalto del valore di 4 milioni di euro.

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