Venerdì, 19 Luglio 2024
Iniziata a luglio / Muro Leccese

Campagna di scavi nel sito messapico: nuovi importanti ritrovamenti

In località Palombara, a Muro Leccese, sono prossime alla fine le ricerche che hanno portato alla luce elementi di un ambiente dedicato alle pratiche di culto che non trova riscontri immediati negli insediamenti già noti

MURO LECCESE – Un’area di grande interesse archeologico è venuta alla luce nel corso della nuova campagna di scavi, che si chiuderà a fine mese, in località Palombara, nel territorio di Muro Leccese.

Grazie alla disponibilità di un privato, che ha consentito l’estensione delle indagini all’interno della sua proprietà, sono stati fatti eccezionali ritrovamenti riconducibili a quello che era uno dei più grandi insediamenti di età messapica. Le ricerche, condotte in regime di concessione ministeriale dal dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento con la direzione del professor Francesco Meo, hanno interessato un’area che già nel 2020 era stata oggetto di uno scavo di archeologia preventiva eseguito dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce.

Le precedenti indagini avevano messo in luce alcuni ambienti, in uno dei quali erano state trovate sedici monete in argento di età classica (metà V-metà IV secolo a.C.), uno dei periodi meno conosciuti in tutta la Messapia. Erano pure emerse due lastre con decorazioni a rilievo che, trovandosi al limite dell’area di scavo, suggerivano ulteriori approfondimenti.

monete

“I recenti rinvenimenti – ha dichiarato la soprintendente Francesca Riccio - confermano la straordinaria rilevanza dell’area archeologica di località Palombara e il potenziale dell’intero territorio di Muro Leccese che, grazie all’azione sinergica di Soprintendenza, Università del Salento, Comune e istituti di ricerca italiani e stranieri, fin dagli anni ’90 del secolo scorso è stato teatro di importanti interventi di tutela e di valorizzazione del ricchissimo patrimonio culturale”.

Avviati a luglio, gli scavi stanno portando alla luce un’area con una stanza pavimentata con cinque lastre di grandi dimensioni con decorazioni geometriche a rilievo, con ogni probabilità riconducibili ad un recinto rituale. Non ci sono immediati riscontri di qualcosa di simile negli altri siti messapici indagati. Si ritiene che quando i Romani distrussero la città messapica, nel III secolo a.C., si liberarono dei grandi blocchi gettandolo in un pozzo.

Sono stati, inoltre, trovati tre altarini in pietra e altri elementi architettonici e tre dischi fittili decorati che dovevano essere appesi alle pareti di questo ambiente, nel quale dovevano svolgersi verosimilmente delle pratiche di culto. Sono merse anche altre tracce legate al recinto sacro, tra le quali dei bacini lustrali decorati che contenevano l’acqua utilizzata nei rituali, uno dei quali presenta un’iscrizione. Accanto al pozzo è stata rinvenuta una brocca (oinochoe) in bronzo, integra e in buono stato di conservazione, databile al V secolo a.C.

Tutti i reperti saranno studiati approfonditamente nei prossimi mesi e contribuiranno ad acquisire informazioni essenziali per ricostruire le pratiche comunitarie e di culto degli antichi abitanti della Puglia meridionale.

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