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La prefettura di Lecce.

La prefettura di Lecce.

Sciopero dei servizi pubblici: manifestazione davanti alla prefettura di Lecce

Proclamato per domani lo stop delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità, dei dipendenti ministeriali e degli enti locali. Dalle 11 alle 13 sit-in in via XXV Luglio

LECCE – Giornata di scioperi, quella di domani: si fermano i servizi pubblici per protesta su questione stipendi, rinnovi e una “pubblica amministrazione moderna”. L’hanno indetta congiuntamente le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil-Flp e Uilpa, promotrici di una manifestazione, dalle 11 alle 13, davanti agli uffici della prefettura del capoluogo salentino.  Lo sciopero nazionale unitario riguarderà lo stop delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità, i dipendenti ministeriali e degli enti locali. Quattro le rivendicazioni: assunzioni, sicurezza, rinnovi contrattuali e lotta al precariato.

“Lo slogan dello sciopero, “#RinnovialoLaPa”, parla chiaro: chiediamo nuove assunzioni, maggiori risorse per rinnovare i contratti che servono ad ammodernare il sistema di classificazione professionale per migliorare l’organizzazione del lavoro e dei servizi ed in tal modo offrire a tutti i lavoratori e lavoratrici opportunità di sviluppo professionale e di carriera, di fatto bloccata in molte amministrazioni da oltre 12 anni”, dicono i segretari generali territoriali delle sigle sindacali Fiorella Fischetti (Fp-Cgil), Fabio Orsini (Cisl-Fp), Antonio Tarantino (Uil-Fpl), Cosimo Rizzo (Uil-Pa). “Infine, poniamo il problema della sicurezza per i lavoratori e gli utenti, visto che mancano ancora adeguati dispositivi di protezione in tutti i luoghi di lavoro”.

 “L’emergenza pandemica ha riportato drammaticamente all’attenzione di cittadini ed utenti i danni causati dalla politica dei tagli lineari alla spesa pubblica, che ha originato carenze di organico nel personale sanitario e in quello delle altre pubbliche amministrazioni, oltre a gravi mancanze di risorse strumentali. Noi lottiamo per un Paese più giusto e più moderno e per le tutele dei lavoratori pubblici; altri evidentemente fanno leva sull’invidia sociale per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle insufficienti risposte che il Paese attende”, dicono i sindacalisti.

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