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La strategia pugliese funziona: un caso di Covid su due trovato con lo screening

Il 49 percento delle positività è emerso, finora, con indagini mirate su categorie sensibili, in ospedali e strutture assistenziali. Secondo i dati diffusi dal ministero, la linea scelta produce risultati

LECCE - Dell'utilità dei dati sull'epidemia di Covid-19 si è detto e scritto molto: i ritardi nella raccolta dovuti alle differenti modalità organizzative nelle regioni registrati nella prima fase quando il sistema sanitario è stato investito frontalmente dall'ondata soprattutto al Centro Nord, hanno indotto parte dell'opinione pubblica, ma anche una frangia di addetti ai lavori, a guardare con sempre maggiore diffidenza, fino all'indifferenza, la pubblicazione dei report giornalieri. 

I numeri, tuttavia, anche quando non servono la "pappa pronta", dicono sempre qualcosa di importante a volerli interpretare, al netto di quanto pensino improvvisati esperti e tuttologi. Così, il miglioramento del sistema di raccolta, con procedure sempre più uniformi, permette ora di valutare con maggiore chiarezza il quadro della situazione.

Con i nuovi dati pubblicati dal ministero della Salute e dalla Protezione Civile, emerge subito una indicazione: la Puglia è tra le realtà del Paese con un sistema di screening tra i più precisi. Di 4531 infezioni confermate nella regione, infatti, ben 2.223 sono emerse non da sospetti clinici seguiti da tampone, ma dalla ricerca che è stata fatta con test (sierologici) e indagini pianificate su target considerati particolarmente sensibili, come ospedali e strutture sanitarie. I numeri, insomma, danno ragione al professor Pier Luigi Lopalco, coordinatore epidemiologico, dal primo momento convinto sostenitore del fatto che la ricerca dei casi . con tamponi o test - dovesse essere mirata, commisurata alle risorse disponibili, e non a tappeto.

In valore assoluto solo Lombardia (4.867) e Piemonte (3.618) hanno dati relativi allo screening più alti, ma si tratta di regioni dove il Covid-19 ha colpito duramente e i casi - 93.587 e 31.311 aggiornati a ieri - sono quasi tutti emersi con tamponi fatti a persone con sintomi evidenti. Anche per Veneto ed Emilia Romagna vale lo stesso discorso. Certamente aiutata dal fatto di essere stata solo scalfita dall'ondata epidemica, la Puglia si è potuta organizzare: in questo modo dallo screening è venuto fuori il 49 percento dei casi confermati. La regione con la percentuale più simile è il Lazio, con il 26 percento dei casi.

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