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Domenica, 26 Giugno 2022
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Orrori della Shoah accanto all’Ucraina: 800 studenti salentini nel “Treno della memoria”

Nonostante i tragici venti di guerra che soffiano da est, le scuole di 37 comuni hanno preso parte al viaggio li ha condotti a Cracovia: dal ghetto ebraico, alla Fabbrica di Schindler, passando per Auschwitz e Birkenau, hanno potuto fare esperienza di una delle pagine più nere della storia

LECCE – “Chi salva anche solo una vita, salva un mondo intero”. Lo recita il Talmud e lo riprende il regista Steven Spielberg nel suo celebre film “Schindler’s list”, ispirato alla storia dell’imprenditore tedesco che, tramite la sua fabbrica di pentole in Polonia, riuscì a risparmiare centinaia di ebrei dallo sterminio della Shoah. Anche quest’anno, per la 17esima edizione, 45 scuole pugliesi e circa 800 studenti salentini provenienti da 37 comuni hanno partecipato al “Treno della memoria” organizzato dall’associazione “Terra del fuoco mediterranea” (attiva a Lecce già dal 2005), raggiungendo la Polonia per conoscere in maniera ravvicinata gli orrori perpetrati nel periodo di occupazione nazista del secolo scorso.

Partiti dalla provincia di Lecce e da altre zone pugliesi -  così come da Piemonte, Toscana, Trentino, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Umbria e Marche - gli studenti delle scuole medie e superiori sono stati accompagnati dai propri docenti dapprima a Berlino, per poi raggiungere Cracovia assieme ai volontari dell'associazione, di cui è presidente nazionale il salentino Paolo Paticchio. E dove, a poche decine di chilometri di distanza, al confine con l’Ucraina, la storia ha inaugurato un’altra pagina nera ormai da un mese. Un cielo nero, una sorta di strada rovesciata, ricopre il museo intitolato proprio a Oskar Schindler. A sottolineare il senso di claustrofobia e inquietudine toccato in sorta a milioni di ebrei.

Un percorso per inabissarsi nella vita del protagonista di un gesto nobile. Il suo nome, quello di Shindler, è infatti citato nell’elenco dei “Giusti fra le nazioni” anche al Museo dello Yad Vaschem di Gerusalemme. Un titolo onorifico assegnato ai non-ebrei del mondo che, con la loro azione, hanno risparmiato cittadini di fede ebraica all’Olocausto. Alla tappa della fabbrica di Shindler segue la visita del ghetto, dove i cittadini di Cracovia furono isolati, privati della dignità durante gli anni più bui, prima che cominciassero le deportazioni nei campi di concentramento.

I luoghi della memoria visitati dagli studenti

Quei luoghi di sterminio di massa, Auschwitz e Birkenau, sono il simbolo del punto più basso dell'esperienza umana e al contempo punto più alto per l’emotività degli studenti. Ritrovarsi davanti a tonnellate di capelli tagliati alle famiglie di deportati nel primo luogo degli orrori, alle scarpe dei bambini, ai denti strappati perché di oro, è certamente più pedagogico di qualunque pagina di un libro. I momenti  teatralizzati, ad opera degli attori della compagnia Improvvisart, che hanno miscelato nozioni storiche a profonde letture sul tema, è un altro degli aspetti più toccanti per l’esperienza del Treno della memoria.

Video | le impressioni di alcuni studenti

Ma l’attimo peggiore, quello in cui davvero non ci si può più giurare dall'altra parte, è forse Birkenau. Saranno i gradi sotto lo zero di marzo che lasciano intuire le condizioni disperate degli ebrei nei mesi del freddo ancora più proibitivo. O saranno quei letti messi in fila per “ospitare” deportati peggio degli animali in una stalla. O forse sarà il filo spinato. Resta il fatto che dopo aver visto ciò che resta dei forni crematori, uno studente non potrà che tenerne conto per tutta la vita. Così come si sono raccontati nella grande assemblea di chiusura dell’iniziativa, nell’aula magna dell’Università di Cracovia dove, oltre ai testi della letteratura sulla Shoah, gli studenti hanno condiviso momento di riflessione e dibattito.

Un enorme striscione è stato riempito dai giovani partecipanti con la propria impronta digitale, davanti al monumento di Birkenau, urlando i nomi a scelta di una delle centinaia di migliaia di vittime ebree. Un rito per ricordare tutti quegli uomini e quelle donne che hanno perso la vita nei primi anni Quaranta, per motivazioni raccapriccianti, in quei luoghi a circa 50 chilometri da Cracovia. Che ora è una delle più belle città europee, patrimonio dell’Unesco, ma costretta a convivere con quella scatola nera di fatti inenarrabili.

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