Sgm, arriva interdittiva della prefettura. “Grana” trasporti per il nuovo sindaco

Estesa anche alla società partecipata del Comune di Lecce l’interdittiva antimafia del prefetto a scopo cautelativo. Gestione trasporti e parcheggi prime questioni da sbrogliare per la nuova amministrazione comunale. Quinto: “Igeco non c’entra, impugneremo”

La prefettura di Lecce

LECCE – L’effetto domino sui provvedimenti cautelativi disposti dalla prefettura di Lecce per fronteggiare ogni minimo sospetto di possibile infiltrazione e condizionamento nei servizi e appalti pubblici raggiunge in queste ora anche la Sgm, la società dei trasporti pubblici e della sosta a pagamento del capoluogo. Come riporta già oggi il nuovo Quotidiano di Puglia, una nuova interdittiva antimafia, a scopo cautelativo e preventivo, è stata disposta dal prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, a carico dell’azienda municipalizzata, il cui socio di maggioranza è il Comune di Lecce, che incamera il 51 per cento delle quote della società. Un provvedimento che segue la scia di quanto già accaduto nei mesi scorsi nell’ambito delle società che gestiscono appalti dei rifiuti e lavori pubblici, quali la Igeco costruzioni (su indicazione del prefetto di Roma, Paola Basilone) e la Gial Plast srl di Taviano, raggiunte da interdittive che sono poi state impugnate dalle rispettive aziende che in sede amministrativa e giudiziaria provano a dimostrare la loro estraneità ad ogni possibile coinvolgimento in ambienti “pericolosi” derivante dalla presenza nella pianta organica di alcuni lavoratori con precedenti penali e assorbiti da altre società.

L’estensione dell’interdittiva anche nei confronti della Sgm a Lecce era in qualche modo nell’aria in seguito proprio al provvedimento che aveva colpito nell’autunno scorso la Igeco spa, che nella partecipata dei trasporti pubblici è uno dei soci di minoranza e che a seguito della istanza della prefettura aveva dovuto anche rinunciare all’appalto dei lavori di riqualificazione della darsena di San Cataldo che, dopo il via libera della Regione per lo svuotamento del bacino, la gestione commissariale del Comune di Lecce assegnerà alla seconda ditta classificata nel relativo bando di gara. In attesa di conoscere l’entità del provvedimento e le motivazioni legate alla disposizione  cautelativa e preventiva per la Sgm, il nodo sul futuro della partecipata (dovrebbe essere nominato un commissario straordinario come ha annunciato il commissario Mario Sodano) e della gestione del trasporto urbano, dei parcheggi e del filobus, sarà uno dei primi impegni da sbrogliare per il nuovo sindaco e la prossima amministrazione di Palazzo Carafa. Il consiglio di amministrazione della Sgm, presieduto da Mino Frasca, ha già ha conferito il mandato all’avvocato Pietro Quinto per procede all’impugnativa giurisdizionale del provvedimento.

Quinto: “Valutazione errata, pronto ricorso”

La ricostruzione dei passaggi che hanno portato all’interdittiva antimafia del prefetto di Lecce nei confronti della Sgm in relazione alla presenza, nella compagine societaria,  della Igeco spa, che, a sua volta, è stata attinta dalla prefettura di Roma da analoga informativa, viene sintetizzata dal legale Pietro Quinto a cui il consiglio di amministrazione, alla presenza dei revisori dei conti, ha affidato la tutela giurisdizionale per l’impugnativa del provvedimento. “Il provvedimento del prefetto di Lecce ricostruisce la storia della Igeco, delle sue vicissitudini e dei provvedimenti giudiziari che hanno inciso sulla sua attività imprenditoriale” spiega Quinto, “atteso che la Igeco è azionista della Sgm ed ha quindi una presenza ingombrante nella compagine societaria, per questa circostanza il prefetto ha inteso colpire anche la società in house del Comune di Lecce, che peraltro ha la maggioranza azionaria nella Sgm alla quale ha affidato in convenzione il servizio pubblico del trasporto locale e della gestione della sosta e dei parcheggi”.

La Sgm ha in animo di impugnare dunque l’interdittiva perché ad avviso della società sarebbe il frutto di un errore di valutazione da parte della prefettura.  Si legge infatti nel provvedimento prefettizio che “rilevato che l’amministratore delegato della Sgm è Ricchiuto Ilaria, figlia di Tommaso, come detto dominus di fatto della Igeco Costruzioni Spa”. Su tale passaggio il legale Pietro Quinto motiva la necessità di impugnare il provvedimento cautelativo sulla società partecipata del Comune. “Tale circostanza” spiega infatti Quinto, “non risponde alla realtà fattuale atteso che sin dal gennaio del corrente anno Ilaria Ricchiuto ha rimesso l’incarico di delegato al consiglio di amministrazione che gestisce direttamente la società in virtù dei poteri statutari. Sicchè la rappresentanza della Sgm compete al presidente del consiglio di amministrazione Cosimo Frasca. V’è di più” incalza il legale, “la Ricchiuto ha anche rassegnato le dimissioni da componente del consiglio di amministrazione della società. E’ quindi fuori da qualsivoglia attività di gestione e non può incidere in alcun modo sulla vita della Sgm”.

Nelle ragioni addotte dal legale della Sgm viene specificato anche come “nell’assemblea la quota azionaria della Igeco è minoritaria atteso che la maggioranza del 51 per cento appartiene al Comune di Lecce, che, quale ente pubblico garantisce di per sé la trasparenza e la legittimità dell’azione amministrativa”. Per questi motivi, si legge anche nella deliberazione votata all’unanimità ed alla presenza dei revisori dei conti con la quale il consiglio di amministrazione ha conferito il mandato al legale per l’impugnativa, “l’interdittiva emessa dal prefetto di Lecce è fondata su un’errata valutazione circa la cosiddetta presenza ingombrante nell’apparato societario, della Igeco e quindi sulla possibilità concreta che questa società possa in qualche modo influenzare in senso negativo in relazione ai servizi di interesse pubblico gestiti dalla Sgm”.

Sulla vicenda dell’interdizione antimafia estesa anche in capo alla Sgm, i candidati sindaco della città di Lecce sono intervenuti in queste ore esprimendo il loro punto di vista e chiedendo in taluni casi anche un incontro con il commissario straordinario Sodano e con il prefetto.    

Salvemini: “Ora priorità assoluta sulla mobilità urbana”

“La decisione della prefettura di Lecce di disporre anche nei confronti di Sgm il pericolo di infiltrazione mafiosa fa esclusivo riferimento al ruolo di Igeco Costruzioni socia al 40 per cento” rileva Carlo Salvemini, “anche in questo caso viene così affermato il principio generale di una misura amministrativa preventiva finalizzata ad evitare che ad alcuni provvedimenti dell'attività della stessa possano partecipare imprese nei cui confronti si sono verificati tentativi di infiltrazione mafiosa.  Del resto già durante la mia amministrazione, dopo il provvedimento disposto nei confronti della Igeco Costruzioni, chiedemmo alla prefettura di Roma istruzioni sulle iniziative da intraprendere in relazione alla nostra partecipata. Il decreto firmato dal prefetto di Lecce” prosegue il candidato della coalizione progressista, “si pone quindi esclusivamente questo obiettivo. Non c'è un giudizio sulla governance passata e presente della società. Per effetto di questa decisione” conclude Salvemini, “l'amministrazione comunale sarà chiamata ad accelerare le proprie decisioni sulla gestione della mobilità urbana, la cui scadenza naturale, prevista alla fine del 2020, è incompatibile con queste misura straordinaria e contingente. La nuova amministrazione dovrà affrontare questo tema con priorità assoluta”.

Poli Bortone: “Grosse responsabilità di Perrone e Salvemini”

Parla di “grosse responsabilità politiche da parte delle amministrazioni Perrone e Salvemini” il candidato sindaco delle civiche unite Adriana Poli Bortone. Una accusa diretta nei riguardi della gestione della Sgm in generale, dello “sconvolgimento” del piano traffico e della volontà ormai chiara di non mettere in grado il servizio pubblico di esplicare a pieno la sua funzione.  “Sono anni che contesto il pullulare delle strisce blu  che da un lato rimpinguano il bilancio di Sgm e dall’altro invadono vie, anche strette, impedendo il passaggio del mezzo pubblico che non riesce a mantenere decadenze temporali e soprattutto consentendo di fatto l’ingresso di migliaia di auto in città a scapito della tutela ambientale  e dell’efficacia ed efficienza  del servizio pubblico” accusa Poli Bortone, “così come da anni chiedo chi e perché  ha eliminato i  mini bus elettrici gratuiti acquistati sotto la mia amministrazione per il centro storico che rappresentavano un tassello essenziale per il piano complessivo del traffico. Ed ancora come e perché non si sia arrivati a rendere attivo il parcheggio ex Enel, a portare avanti il parcheggio interrato ex Massa, a promuovere parcheggi di scambio agli ingressi della città”.

Ma le domande e gli interrogativi posti sul nodo della mobilità e della gestione della Sgm, non si arrestano da parte della senatrice. “Come si può approvare un piano industriale previsto nell’appendice contrattuale del  22 marzo 2010, sotto l’amministrazione Perrone, niente meno che nel giugno 2018 con l’amministrazione Salvemini. Ed Sgm in questi anni ha lavorato in regime di comodato gratuito?” incalza la Poli, “e quanto è durato il periodo di pre-esercizio? Di chi la responsabilità di eventuali ritardi nelle procedure. Dell’amministrazione comunale? Della Regione?”. E ancora: “Come può Salvemini ignorare l’interdittiva prodotta dal prefetto di Roma nell’ottobre 2018 ed applicata solo oggi, per intervento del commissario e del segretario generale? Un'interdittiva che aveva prodotto i suoi effetti già per l’affidamento dei lavori della darsena di San Cataldo” conclude la Poli, “c’è insomma tutto un decennio da esaminare con molta attenzione per comprendere bene passaggi ed evoluzioni di un servizio pubblico mai nato”.

Congedo chiede incontro a Sodano

Il candidato sindaco del centrodestra, Saverio Comgedo, ha scritto al commissario Sodano, e per conoscenza al prefetto Cucinotta, per chiedere un incontro allo scopo di approfondire tutti gli aspetti legati alla vicenda della Sgm. “Una questione che, in ogni caso, finirà per riguardare chiunque dovesse insediarsi come nuovo sindaco” precisa Congedo, “ho chiesto di incontrarlo perché sono principalmente due le forti preoccupazioni che nutro. La prima riguarda il rischio di limitazione di un servizio vitale per la città, come quello del trasporto pubblico. La seconda, non per importanza, riguarda invece le eventuali ripercussioni sul piano occupazionale. Sono certo che il commissario saprà fornire rassicurazioni in merito ad entrambe le questioni, a me e alla città”.

Baglivo: “Struttura di Sgm da rivedere, deve essere pubblica”

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Per Arturo Baglivo, candidato del Movimento 5 Stelle “quanto accaduto a Sgm era prevedibile da ottobre, da quando la Igeco fu interessata, anch’essa, da un’interdittiva antimafia che provocò il blocco della gara per i lavori alla darsena di San Cataldo. Su quest’epilogo ci sono più responsabilità politiche” chiosa Baglivo. Per il candidato pentastellato in primo luogo c’è da tenere presente che la “Sgm è nata con un evidente conflitto d'interessi tra chi gestisce la mobilità e chi gestisce l'area sosta. La primogenitura della partecipata è di Adriana Poli Bortone, che inoltre riempì improvvisamente Lecce di strisce blu. Oggi si tende a dimenticare con facilità chi fu l'artefice di quella nascita e di altri disastri e che adesso si ripresenta alla città sperando in un’amnesia collettiva. Come non si può tacere sulla gestione decennale della partecipata da parte delle amministrazioni Perrone” aggiunge Baglivo, “che in sostanza si ripresentano per nulla rinnovate a sostegno di Erio Congedo. Come c’è da rimarcare il tentativo dell’amministrazione Salvemini di sostituire i vertici del consiglio di amministrazione, rivelatosi poi un pastrocchio rigettato dal Tar. Per noi la struttura di Sgm va rivista completamente” conclude il candidato sindaco del M5S, “e deve essere interamente pubblica, innanzitutto separando nettamente il ruolo del trasporto pubblico dal ruolo di gestione dei parcheggi e rivedendone la struttura organizzativa in maniera organica”.

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