Sabato, 25 Settembre 2021
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“Malamovida” dell’estate salentina, per il Siap: “Dramma di una storia annunciata”

Diverse le denunce, anche nelle scorse settimane, da parte della segreteria provinciale del Sindacato italiano appartanenti polizia: gli agenti hanno puntato il dito sulle difficoltà di controllo del territorio, soprattutto nella stagione estiva

LECCE - Dramma di una storia annunciata. Questa la definizione che la segreteria provinciale del Sindacato italiano appartenenti polizia utilizza per riferirsi alla “malamovida”, argomento caldo dell’estate salentina 2021. Nelle scorse ore, davanti all'esasperazione del sindaco di Porto Cesareo, si è tenuto il vertice in prefettura per coordinare una serie di provvedimenti, tra cui l’intensificazione dei controlli e le ordinanze sindacali e poter contenere il fenomeno della movida molesta nelle località turistiche del Tacco. Ma per tanti quel tavolo tecnico ha avuto il sapore di un incontro istituzionale che si sarebbe dovuto svolgere molto prima, all’inizio dell’estate, quando non sono mancati i primi, gravi episodi di cronaca.

“Si parla di Porto Cesareo, ma l'emergenza riguarda anche comuni come Otranto, Melendugno e la stessa città di Lecce senza sottovalutare l’emergenza migranti dovuta ai frequenti sbarchi sulle coste Salentine.  Infine citiamo le ormai frequenti rapine che sono state consumate negli ultimi giorni in località Boncore, diventata ormai terra di nessuno, sono le parole del sindacato degli agenti.

“Il 2 maggio, durante il lockdown, una pattuglia del commissariato di Nardò a seguito di una segnalazione giunta sul 113 è stata inviata presso un ristorante pizzeria, all'interno del quale vi era una festa in corso. Nel corso dell’intervento, purtroppo, sono stati brutalmente aggrediti, prima verbalmente e poi fisicamente, quindi costretti ad allontanarsi a causa del folto numero dei presenti. Ulteriore nota dolente l'assenza di rinforzi”, scrivono dall’organizzazione sindacale.

Violenze sessuali, un omicidio, furti, spaccio. Se ne è anche parlato in un incontro con il primo cittadino di Gallipoli,  “il quale ha rincarato la dose, affermando di aver già chiesto presso il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica provinciale di Lecce una particolare attenzione per il suo territorio”, scrivono nella nota i referenti del Siap.

“Già in quell'occasione il Siap ha denunciato la situazione, alquanto critica, in cui versa tuttora non solo il commissariato di Nardò ma anche quello di Gallipoli, a causa di una carente pianta organica ("Non si può più accettare che una città come Nardò, con un'estensione territoriale che va da Gallipoli fino all'Avetrana e che in estate supera i 100mila abitanti, versi in queste condizioni”). Quanto da noi denunciato interessò anche la segreteria nazionale che pose la questione al Dipartimento della Polizia di Stato e che, in quell'occasione non prese alcun provvedimento”, prosegue il segretario provinciale Gianluigi Casciaro.

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