Sicurezza bagnanti e limiti navigazione, vademecum della Capitaneria

Pubblicate le nuove ordinanze per garantire la tutela dei bagnanti e porre alcuni limiti nelle zone in prossimità della costa

GALLIPOLI - Norme e accortezze da rispettare sulle dorsali del litorale salentino per garantire la sicurezza dei bagnanti in vista della nuova stagione turistica. E in caso di emergenza è sempre attivo il numero “blu” gratuito per il soccorso in mare 1530 della guardia costiera. Il comando della Capitaneria di porto di Gallipoli, attraverso nuove ordinanze valide nell’arco di tutto il compartimento marittimo, ha stabilito le regole in materia di sicurezza balneare e limiti di navigazione in prossimità della costa con l’obiettivo di assicurare anche per la prossima estate una stagione balneare sicura per i numerosi frequentatori delle spiagge e del mare. Provvedimenti scaturiti  anche nell’ambito della concertazione istituzionale avallata dal comandante Domenico Morello e dai circondari marittimi di Gallipoli e Otranto con i rappresentanti della Regione Puglia, e delle Associazioni di categoria degli operatori del settore balneare.     

La Direzione Marittima di Bari ha predisposto e condiviso con le capitanerie di porto dipendenti un’ordinanza balneare sostanzialmente identica, dal Gargano al Salento, tranne alcune eccezioni dovute alle particolari caratteristiche morfologiche di specifici tratti di costa. In questo modo turisti, bagnanti e diportisti non saranno disorientati da regole e limiti che in passato mutavano da una provincia all’altra. Inoltre al fine di innalzare il livello della sicurezza della balneazione e la tutela della pubblica incolumità alcune zone di mare del litorale ionico, caratterizzate da una commistione tra attività nautiche e balneari, continueranno ad essere riservate esclusivamente alla balneazione.  Tale accorgimento riguarda in particolare le zone costiere di Gallipoli comprese tra le estremità interne dello “Scoglio del Campo” e dello “Scoglio dei Piccioni” e lungo la dorsale della città  vecchia, mentre nel comune di Porto Cesareo la zona di mare riservata solo ai bagnanti è quella compresa tra lo stabilimento balneare “Tabù” e l’isolotto antistante, nonché gli specchi d’acqua circostanti gli altri isolotti posti ad una distanza di 500 metri dalla costa. Analoga prescrizione anche per il litorale di Ugento nel tratto di mare compreso tra l’imboccatura del porto (lato est) e lo scoglio “La Terra” ed i successivi quattro scogli affioranti, posti a sud e nel tratto di mare compreso tra la costa e lo scoglio “Le Pazze”.

DSCN3224-2Le novità di quest’anno in materia di sicurezza balneare, oltre alle norme standard sempre in vigore, riguardano invece l’indicazione del limite delle acque sicure fissato ad una profondità di maggior sicurezza (a metri 1,30), per tutelare in tal modo i più piccoli ed i meno esperti nel nuoto; l’altezza della postazione di salvataggio fissata ad almeno 1,60 metri da terra ed ubicata tra la prima fila di ombrelloni e la battigia, per consentire all’assistente bagnante di avere costantemente una visuale più ampia del tratto di mare da vigilare, l’obbligo a carico dei concessionari degli stabilimenti balneari di issare la “bandiera rossa”, non solo in caso di avverse condizioni meteorologiche, ma anche nel caso di temporanea assenza per cause di forza maggiore dell’assistente bagnante, e di informare immediatamente i bagnanti a mezzo dei diffusori sonori della momentanea situazione di pericolo.

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Quest’anno inoltre tutte le strutture ricadenti su proprietà privata che offrono il servizio di balneazione ai loro clienti sono obbligate, come negli anni passati, a garantire un proprio servizio di salvamento, ma, allo scopo di venire incontro alle esigenza della categoria, e grazie alla disponibilità offerta dai vari organismi coinvolti a vario titolo nella gestione del demanio marittimo, le postazioni di salvamento potranno essere posizionate sull’antistante arenile demaniale senza particolari formalità burocratiche, se non con una semplice comunicazione al Comune interessato. Si è cercato quindi in tal modo tutelata anche la sicurezza dei bagnanti che fruiscono di servizi offerti da strutture private distanti poche decine di metri dal mare e che in passato erano prive delle più elementari dotazioni di sicurezza.

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