Sabato, 20 Luglio 2024
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Le reazioni e la rabbia degli operatori: “Criminali ben forniti, noi sguarniti”

Dopo l'assalto al portavalori, insorgono sindacati di vigilanza e carabinieri. "I tempi sono cambiati, i malviventi possono disporre di armi micidiali ed esplosivi". Vertice in prefettura con Piantedosi e Pisani

LECCE – Chi chiede maggiori dotazioni per le forze dell’ordine, chi ritiene di dover ridurre l’attività di protezione e trasporto valori fino a quando lo Stato non fornirà risposte chiare nella lotta alla criminalità, chi ricorda che già oggi, volendo, il ministero dell’Interno avrebbe i poteri per mettere in atto misure efficaci nel contrasto agli assalti ai portavalori. Poche ore dopo l’assalto a cavallo delle province di Brindisi e Lecce, sindacati di categoria e imprenditori nell’ambito della vigilanza chiedono una risposta chiara e, dal versante politico, specie dal centrodestra locale, arrivano rassicurazioni sul fatto che il Viminale abbia la guardia alta.

Già previste a Lecce le visite del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani, per un concerto della banda musicale della Polizia di Stato che si terrà domani sera, venerdì 5 luglio, in piazza Duomo (e il primo aveva anche annunciato di voler presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza richiesto dalla sindaca Adriana Poli Bortone dopo vari episodi di minacce a esponenti politici a margine della recente campagna elettorale), entrambi parteciperanno anche a un vertice in Prefettura, a Brindisi, per fare il punto della situazione dopo l’episodio di questa mattina, sulla strada statale 613, all’altezza di Torchiarolo in cui solo per puro miracolo non c’è scappato il morto. E che arriva, va aggiunto, a pochi giorni di distanza dall’assalto di Sassari al caveau della Mondialpol.

Le reazioni: "Il governo agisca"

Proprio Fabio Mura, presidente di Vedetta 2 Mondialpol Spa, è stato fra i primi a intervenire, questa mattina, parlando di un nuovo “assalto da Far West sulle strade pugliesi, dopo l’attacco di stampo terroristico avvenuto alla nostra sede di Sassari meno di una settimana fa”. Per Mura, fresco di quell’esperienza, “ci troviamo davanti a un’emergenza sicurezza su tutto il territorio nazionale che ci costringe a ridurre a quanto strettamente necessario la nostra attività di protezione e trasporto valori fino a quando lo Stato non darà segnale di voler occuparsi di questa gravissima situazione di banditismo diffuso in qualsiasi parte d’Italia”.

“Solo pochi mesi fa – ricorda – abbiamo visto assalti sull’autostrada Milano Torino come sulle strade sarde che solo per miracolo non hanno comportato morti. Non sono solo le nostre persone a essere in pericolo, è la cittadinanza tutta. Ci rivolgiamo pertanto alla sensibilità del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni perché intervenga in maniera decisa a garanzia della sicurezza del territorio nazionale”.

Anche Vincenzo del Vicario, segretario nazionale del Savip (Sindacato autonomo vigilanza privata) cita l’episodio recente di Sassari e si rivolge direttamente al ministro Piantedosi, al capo della Polizia Pisani e tutte le altre autorità di pubblica sicurezza, alle quali dice: “Debbono prendere atto che i tempi sono cambiati e che l’imperversare della criminalità, che può disporre di armi micidiali ed esplosivi, è un dato di fatto confermato da una sequela inarrestabile di sanguinosi episodi”.

“Gradiremmo perciò, nelle misure urgenti per limitare l’attività dei criminali e la circolazione degli strumenti di morte dei quali si servono per dare l’assalto ai nostri colleghi”, prosegue. “Non si deve attendere una nuova morte di un lavoratore della vigilanza privata per poi battersi il petto. Già oggi, se il ministro dell’Interno lo vuole, possono essere adottate delle misure efficaci per prevenire nuovi assalti a portavalori”.

“Ricordiamo a tutti – conclude – che negli ultimi dieci anni abbiamo contato ben 36 colleghi e che hanno perso la vita in assalti a banche e portavalori, un dato che dovrebbe essere tenuto in debita considerazione dai politici, dai magistrati, dalle autorità di pubblica sicurezza e dalle forze di polizia”.

Cataldo Demitri, segretario generale per la Puglia del Nuovo sindacato carabinieri (Nsc), sottolinea: “I malviventi hanno agito con esplosivo e mitragliette, fortunatamente i blindati hanno attutito i colpi e le guardie giurate sono rimaste illese. Oramai i criminali sono più equipaggiati delle forze dell’ordine. Non osiamo immaginare – prosegue Demitri – cosa sarebbe accaduto se su quell’intervento fossero intervenute pattuglie delle stazioni carabinieri che, a differenza dell’aliquota radiomobile, non dispongono di mezzi blindati”.

“Alla luce di questa crescente escalation criminale – conclude – chiediamo in vista del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si terrà domani a Brindisi, che siano previste maggiori dotazioni idonee per gli operatori delle forze dell’ordine e che siano meglio equipaggiate anche le pattuglie delle stazioni carabinieri che, in caso di interventi pericolosi, vanno tutelate”. 

Le rassicurazioni politiche

Sul fronte politico, Mauro D’Attis, deputato di Forza e vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, spiega di aver chiesto al ministro Piantedosi di intervenire in maniera decisa. “La prima risposta – aggiunge – è l’immediata convocazione da parte del prefetto Luigi Carnevale del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza al quale, su iniziativa del ministro, partecipa il capo della Polizia Vittorio Pisani”. Stessa risposta anche da parte del senatore della Lega, Roberto Marti, coordinatore regionale del partito.

Un altro deputato salentino e componente della Commissione antimafia, Saverio Congedo, di Fratelli d’Italia, dal canto suo, ricorda “gli sforzi di governo e maggioranza” per “garantire la massima sicurezza ai cittadini”. E aggiunge: “In questo senso va sottolineata l’importanza delle misure varate che hanno consentito già da quest’anno di aumentare di 4mila 800 unità il numero di rappresentanti delle forze dell’ordine da schierare a presidio del territorio nazionale”.

L'ultimo precedente

Per ritrovare un altro caso di un blindato assaltato nel Salento, bisogna andare indietro di poco più di tre anni e mezzo. Era la fine di dicembre del 2020 quando, nel rione Sant’Elia di Brindisi, davanti all’ufficio postale, fu assalito un furgone della Cosmopol proveniente da Lecce. Fu però un episodio dalla portata molto minore, sia in termini di bottino, sia per modalità operative. 

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