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Venerdì, 12 Aprile 2024
Coincidenza beffarda

Sindacati sgomenti: informati della tragedia durante il presidio per la sicurezza sul lavoro

Cgil e Uil proprio questa mattina erano impegnate in un’iniziativa convocata dopo il drammatico incidente di Firenze del 16 febbraio: “Ora basta. Il governo non faccia comunicati di cordoglio ma leggi”

LECCE – La notizia della tragica morte del collaudatore salentino all’intero del Nardò Technical Center ha raggiunto i rappresentanti sindacali mentre erano impegnati in un sit-in di protesta convocato dopo il drammatico incidente sul lavoro verificatosi il 16 febbraio nel cantiere di un nuovo supermercato a Firenze: insomma, una beffarda coincidenza che trasmette anche un certo senso di impotenza.

“Mentre siamo in riunione in prefettura per la prevenzione e rispetto della salute e della sicurezza – dichiara Valentina Fragassi, segretaria generale della Cgil, Lecce -, l’ennesima morte di un lavoratore di una ditta in subappalto. Non se ne può più. Ora basta. Il governo non faccia comunicati di cordoglio ma leggi a tutela della vita di chi lavora. Di lavoro si deve vivere e non morire". Nella giornata di domani, giovedì 22 febbraio, sono state previste due ore di sciopero, dalle 13 alle 15, davanti ai cancelli dello stabilimento. I lavoratori della Ntc e delle aziende appaltatrici si riuniranno infatti davanti al centro collaudo, incrociando le braccia alla presenza della segretaria generale Cgil Puglia, Gigia Bucci.

Ada Chirizzi, segretaria generale di Cisl Lecce e Maurizio Longo, segretario della federazione dei metalmeccanici, dopo aver espresso cordoglio e solidarietà alla famiglia del 36enne, sottolineano “l’importanza della sicurezza sul posto di lavoro e la necessità di adottare misure concrete per evitare simili tragedie. Alla luce degli eventi drammatici che si stanno susseguendo in questi giorni sul territorio nazionale e nel Salento appare quanto mai necessario richiedere la convocazione urgente dell'Osservatorio Provinciale sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro istituito presso la prefettura di Lecce.Saremo parte attiva nell' ambito della mobilitazione generale sollecitata in queste settimane dalla Cisl nazionale con assemblee nei luoghi di lavoro e sui territori per fermare una lunga scia di sangue che non può essere considerata un fatto ineluttabile bensì un triste fenomeno durato troppo tempo che può e deve trovare una fine immediata”.

Mauro Fioretti, coordinatore della Uil Lecce, pone una domanda retorica: “Cos’altro bisogna attendere che accada perché vengano assunti provvedimenti drastici? Sono anni, ormai, che la Uil sollecita interventi strutturali per raggiungere l’obiettivo di un mondo del lavoro senza vittime, ma dal governo ancora nessun atto concreto. Dopo la strage sul lavoro di Firenze, oggi l’ennesima vittima a Nardò, la morte di un giovane collaudatore di soli 36 anni, notizia scioccante che abbiamo appreso proprio mentre era in corso il nostro sit-in davanti alla prefettura di Lecce. È ora di dire basta, mobilitiamoci tutti affinché la sicurezza sul lavoro sia davvero una priorità per il governo. Tutta la Uil si stringe attorno ai familiari della giovane vittima sul lavoro di Nardò e degli operai morti a Firenze. Queste immense tragedie e tutti gli altri incidenti mortali sul lavoro ci rendono un Paese incivile. Non basta più dirsi costernati o addolorati, è tempo di assumere decisioni forti per tutelare la sicurezza, la salute e la vita di chi lavora”.

La nota di Sinistra Italiana

Sul grave incidente odierno è intervenuto anche il segretario provinciale di Sinistra Italiana, Danilo Scorrano: “La morte di Mattia Ottaviano, giovane collaudatore sulla pista Porsche di Nardò, non è dovuta ad un incidente stradale, ma è l’ennesimo incidente sul lavoro. È un’altra vittima, a pochi giorni dalla strage nel cantiere di Firenze. Una serie di vertenze contro la precarietà del lavoro di piloti e collaudatori e altri lavoratori dell'indotto hanno interessato in passato la gestione dell’impianto. Si faccia luce su questa assurda morte, sulle cause e si verifichi che sia garantita la sicurezza dei lavoratori. Prima di pensare al mega progetto di ampliamento della pista e alla costruzione di nuove strutture, di cui tanto si parla, si investa in sicurezza e tutela del lavoro”.

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