Il sindaco sull'immigrazione: "Nuovo testo unico per archiviare la Bossi-Fini"

Salvemini plaude all'approvazione del nuovo decreto del governo, che in buona parte supera i provvedimenti voluti da Salvini, ma chiede un passo ulteriore

LECCE – Bene il superamento dei decreti Salvini in tema di immigrazione, ma la questione va complessivamente inquadrata in un nuovo testo unico sulle politiche migratorie, con il superamento della legge “Bossi-Fini”, che dal 2002 è rimasta sempre la leva della legislazione in materia.

Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha commentato con apprezzamento il nuovo decreto approvato nel Consiglio dei Ministri che, sostanzialmente, incide su alcuni aspetti: il primo riguarda l’eliminazione delle multe salate per chi presta soccorso in mare – Ong soprattutto – e il ritorno alla disciplina del Codice della Navigazione; il secondo ridisegna parzialmente lo schema dell’accoglienza di coloro che richiedono protezione e riduce le possibilità di respingimento; il terzo prevede la convertibilità in permesso di lavoro di diverse categorie di permesso di soggiorno prima escluse (protezione speciale, calamità, attività sportiva o artistica, assistenza ai minori, acquisto della cittadinanza o stato di apolide).

“Il superamento dei cosiddetti decreti Salvini sulle politiche migratorie è una bella notizia – ha commentato il primo cittadino -: ristabilisce principi universali che erano stati cancellati da norme esclusivamente ispirate dall'ossessione del consenso, dall'utilizzo cinico della paura, dalla colpevolizzandone della povertà. L'aver ripristinato nella nostra legislazione l'obbligo di soccorso delle vite a mare, il divieto respingimento di chi rischia torture nel proprio Paese chiude una parentesi dolorosa che ha procurato non pochi danni”.

Premesso questo, Salvemini auspica un nuovo testo unico “capace di considerare il movimento degli esseri umani non una emergenza o un fenomeno ma una realtà presente nelle nostre vite; capace di superare la differenza ormai sempre più labile e complicata da accertare tra migranti economici e politici; capace di riaprire canali regolari d'immigrazione concordati con i Paesi d'origine; capace di programmare un'inclusione impostata su apprendimento obbligatorio, rapido e intensivo della lingua, di formazione e orientamento professionale”.

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