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Il caso La Fontanella, lavoratori in bilico chiedono chiarezza a tutti gli enti

Durante il lockdown è balzata alle cronache per contagi e decessi. Oggi, fra cambio di proprietà e burocrazia impantanata, non si conosce il futuro. "La Regione rimuova la sospensiva"

SOLETO – Durante la fase di lockdown, La Fontanella, residenza socio assistenziale di Soleto, era dolorosamente emersa nelle cronache, anche nazionali, per il contagio a tappeto che aveva colpito gli anziani ospiti e diversi operatori, per i tanti decessi, per l’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce e tuttora in corso.

Ora, mentre in Italia ci si avvia verso un nuovo capitolo, con chiusure parziali e nuove disposizioni sanitarie, nel tentativo di frenare la nuova ascesa del Covid-19, della struttura si torna a parlare per via dei suoi lavoratori. Il loro futuro, infatti, è sospeso a un filo. C’è stato un avvicendamento a livello di gestione, ma vige una sospensiva dell’attività nata dopo un’ispezione ministeriale che la Regione Puglia non ha rimosso. Una situazione complessa, in cui, per farla breve, si corre il pericolo che l’azienda, in questo caso la Tundo, si disimpegni e che si vada addirittura verso la chiusura de La Fontanella.

“Dopo tanto silenzio e attese interminabili di risposte mai arrivate siamo giunti al punto di voler far valere i nostri diritti”, hanno scritto in una lettera i lavoratori (qui riportiamo alcuni passaggi, ndr), rivendicando il diritto al lavoro “fatto sempre con costanza e dedizione nonostante le accuse, nonostante alcune definizioni lontane da ciò che è sempre stata la nostra etica professionale dal primo all’ultimo giorno”. “Non è stato il Covid - dicono a gran voce - a segnare l’inizio di tutto ma la disorganizzazione di un sistema nuovo a quella realtà che stava mettendo in ginocchio il mondo intero”.

Video | Il sit-in e il dibattito sulle responsabilità

“Certi che la giustizia farà il suo corso nel frattempo chiediamo di poter riprendere in mano quanto prima il nostro lavoro e di conseguenza la nostra dignità e la nostra vita”, aggiungono, invocano “la trasparenza da parte di tutti gli enti perché troppi misteri e cose non dette o dette in modo errato hanno fatto sì che tutti noi passassimo da carnefici agli occhi della gente”.

Oggi, con le sigle sindacali di Cgil Funzione pubblica e di Cobas Pubblico impiego, i lavoratori hanno effettuato un sit-in davanti alla struttura per manifestare le proprie ragioni e non è escluso che il prossimo passo possa essere quello di recarsi direttamente a Bari, davanti alla sede della Regione.  In una nota a firma dei rispettivi segretari, Floriano Polimeno e Giuseppe Pietro Mancarella, si spiega che al momento i dipendenti sono senza ammortizzatori sociali. “Dall’ultimo incontro in videoconferenza tenuto durante l’estate con la Regione Puglia non si sono avute più notizie”, dicono i sindacalisti. “Era stato chiesto che il nuovo operatore avesse solidità economica e che dovesse tener conto della salvaguardia di tutti i lavoratori”.

La residenza ha ben settanta dipendenti e una capacità ricettiva di 104 pazienti. Una struttura, da sempre, punto di riferimento per il territorio e che oggi si trova in una situazione di stallo. La solidarietà ai dipendneti è arrivata anche dal sindaco di Soleto, Graziano Vantaggiato, e da quello di Martano, Fabio Tarantino, giunto con alcuni consiglieri nel vicino comune. “Siamo qui per far sentire loro la nostra vicinanza, anche per l'ingiusta gogna mediatica che hanno subito nei mesi scorsi”, ha detto Tarantino. E ha aggiunto: “Per quanto riguarda la situazione attuale ci impegniamo a convocare un tavolo in Prefettura in cui chiedere alla ditta Tundo di essere presente affinché spieghi quale sia ufficialmente la sua posizione in merito alla situazione occupazionale che vede coinvolti tanti lavoratori e lavoratrici”.

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