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Stabilizzazioni in fase di stallo: le operatrici dell'Ambito sollecitano il sindaco

Il percorso si è arenato a causa di un parere ministeriale e il Comune di Lecce tarda nel pubblicare il bando. Ieri ed oggi le lavoratrici sono tornate a farsi sentire. I sindacati chiedono a Salvemini di procedere

LECCE – Sono tornati a farsi sentire, sotto Palazzo Carafa, i lavoratori dell'Ambito sociale di Lecce: 32 in tutto, tra assistenti sociali, amministrativi e mediatori culturali, quasi tutte donne.

La loro vertenza è iniziata nel 2020 quando molte di loro hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione del rapporto di lavoro previsti dalla legge Madia; requisiti che vanno dai 36 fino ai 48 mesi di anzianità di servizio. Ma la situazione è arrivata ad un punto di stallo e, assemblea dopo assemblea, protesta dopo protesta, non sembra sbloccarsi.

Per procedere con la stabilizzazione è indispensabile pubblicare il relativo bando entro la fine dell'anno. C'è un però: il sindaco del Comune capofila, Carlo Salvemini, ha prospettato tempi di attesa lunghi perché vincolati al parere della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali (Cosfel) istituita presso il ministero degli Interni.

L'intoppo non ha scoraggiato i sindacalisti di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl  che ieri, durante un incontro con il prefetto Maria Rosa Trio, hanno chiesto di sollecitare il pronunciamento della Cosfel, Commissione che avrebbe dovuto riunirsi il 17 novembre e che si è aggiornata al 24.

Così, nella giornata di oggi 23 novembre, le lavoratrici hanno deciso di riunirsi nuovamente davanti a Palazzo Carafa per ottenere un incontro con il primo cittadino, teso a chiarire la vicenda.

“Siamo ad un punto morto – ha spiegato Fiorella Fischetti di Fp Cgil -. Dopo un'iniziale interruzione delle procedure, avevamo fatto dei passi in avanti ma ora ci siamo arenati sul parere ministeriale. Le organizzazioni sindacali ritengono però, che nell'attesa del pronunciamento, il Comune possa comunque procede a pubblicare il bando per velocizzare l'iter della stabilizzazione entro la fine del 2021. Questo passaggio è indispensabile per evitare di ritrovarci, nel 2022, nelle condizioni di dover rifare l'intera programmazione del fabbisogno dell'Ambito, perdendo quelle risorse già previste nella legge di Bilancio per il 2021 e che ammontano a circa 40 mila euro”.

“La nostra intenzione è quella di incontrare il sindaco che, l'altro giorno, è stato scortese sotto il profilo delle relazioni sindacali perchè ha preferito ascoltare sole le lavoratrici: un atteggiamento che abbiamo stigmatizzato durante l'incontro con il prefetto – ha detto in tono polemico Fabio Orsini di Fp Cisl -. A Salvemini diremo che è arrivato il momento di chiudere la vertenza con un atto fomale, considerata la disponibilità che l'amministrazione comunale ha sempre dimostrato nei confronti di queste operatrici. Se ciò non dovesse accadere, ci riserveremo di procedere con lo sciopero”.

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