Lo stadio nel prossimo decennio: centrale per la strategia dell'Us Lecce

Dai dettagli del Piano economico e finanziario della proposta accolta dal Comune emerge una visione nuova: diritti di denominazione dell'impianto, ricavi da grandi eventi musicali, accesso sette giorni su sette

LECCE – Uso esclusivo dell’impianto, possibilità di diversificare i ricavi con sponsorizzazioni, eventi extra calcistici, attività di ristorazione e diritti di denominazione. Il piano economico-finanziario (Pef) di gestione proposto dall’Us Lecce al Comune per la concessione esclusiva per dieci anni dello stadio di Via del Mare, prepara le basi per un cambiamento del modo di concepire il rapporto tra il tifoso e il “tempio” della propria squadra del cuore. Che si vuole aperto sette giorni su sette, con un'offerta diversificata che va ben oltre il match day.

Del resto anche il sistema calcio è decisamente diverso da quello che era non troppi anni addietro. Come si specifica nella parte iniziale del Pef, infatti, negl ultimi anni il tipo di gestione delle società professionistiche si è dovuto affrancare dalla quasi esclusiva dipendenza dai risultati sportivi e da proprietari "mecenati", evolvendo verso modelli di valorizzazione degli asset di un club: per "stare sul mercato", insomma, l'orizzonte decennale della concessione con uso esclusivo "apre scenari interessanti per il club e, di conseguenza, per la città".

Il consiglio comunale, poco meno di un mese addietro, ha approvato il piano e, all’esito di una procedura di gara, ci sarà l’aggiudicazione al club. L’esito è praticamente scontato perché, nel caso ci fosse qualche altro soggetto o sodalizio interessato, dovrebbe garantire comunque l’utilizzo dell’impianto per le partite ufficiali della squadra della città e, prima ancora, versare all’Us Lecce 3milioni e 553mila euro, cioè l’importo dei lavori di ammodernamento già sostenuti nel 2019 per adeguare lo stadio ai criteri della Lega A.

Il piano, pubblicato in questi giorni sull'albo pretorio di Palazzo Carafa, è calibrato con un canone annuo a beneficio di Palazzo Carafa di 80mila euro e tutti i costi per manutenzione ordinaria e straordinaria a carico del concessionario. È incardinato in maniera molto realistica sulla previsione di otto stagioni in serie B e due in A, con ricavi stimati rispettivamente in 5,9 e 2,8 milioni di euro, e costi preventivati in 3,4 e 2,4 milioni.

Dal Pef emerge la centralità della voce ticketing (abbonamenti e biglietteria) che dovrebbe assicurare 5 milioni di euro in A e poco più di 2 in B. Si prevede, infatti, che la massima categoria comporti poco più di 12mila abbonamenti e una media di 4mila paganti a partita, mentre in B quelle cifre sostanzialmente si dimezzerebbero. Nella quota dei ricavi da abbonamenti è prevista la quota “corporate”: 600 posti nelle Poltronissime e 65 suddivisi tra 12 palchetti.

Per quanto riguarda i prezzi delle singole gare, in entrambe le categorie le partite saranno divise in due fasce: una riservata a un numero ridotto di partite (3 in A e 6 in B) con prezzi triplicati rispetto ai match restanti. Qualche esempio: il biglietto intero passerà da 35 euro in fascia B a 120 euro in fascia A, le curve da 19 a 60 euro. Le categorie “Ridotto” e “Junior”, con riduzioni tra il 50 e il 60 percento, sono associate solo alla fascia B.

I ricavi da sponsorizzazioni – intesi solo come diritti di denominazione dello stadio – sono stimati in 400mila euro annui in A e la metà in B. Per gli eventi invece, si prevede di incassare circa 30mila euro da quello organizzati da sponsor e privati, mentre la voce più significativa è quella dei concerti: tra sei e otto grandi eventi musicali in grado di assicurare all’Us Lecce ricavi per 260mila euro. Due amichevoli tra top club potrebbero poi assicurare 65mila euro ogni stagione. Dal comparto food and beverage (ristorazione) si prevede, infine, di ottenere una quota di ricavi minima – tra i 20mila e i 60mila euro all’anno – derivanti dal 30 percento degli introiti versato da ciascun gestore.

Alcuni interventi, per un importo di 2milioni e 883mila euro, sono previsti per migliorare la sicurezza dello stadio, in favore soprattutto delle famiglie e dei disabili e i servizi tecnologici nella direzione di uno stadio più efficiente. Per sostenere i lavori il club accenderà un mutuo con piano di ammortamento. A questi investimenti si aggiungono i costi di gestione (manutenzione, personale, servizi esterni), anche questi variabili a seconda della categoria di appartenenza: così come i ricavi, anche i costi si riducono in serie B.

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L’alea dell’operazione – cioè il margine di rischio – è stato ipotizzato dal club in 4 milioni di euro poiché la differenza negativa tra un campionato di A e uno di B è stimata in 400mila euro a stagione (ovviamente solo per quanto riguarda le voci di gestione connesse allo stadio). L’obiettivo annunciato dal club è quello di garantire almeno due campionati nella massima serie A in modo da arrivare al traguardo del decennio di concessione con un sostanziale pareggio di bilancio per quanto concerne la voce “stadio”.

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