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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Sanzione fino a 500 euro / Porto Cesareo

Stipati in case vacanze come polli in batteria: primi divieti

Ordinanza della sindaca di Porto Cesareo: alla questione del sovraffollamento nel periodo estivo è legato anche il tema dell'ordine pubblico, come diversi episodi degli scorsi anni hanno mostrato

PORTO CESAREO – Nel primo giorno dell’estate la sindaca di Porto Cesareo Silvia Tarantino ha firmato un’ordinanza per arginare il fenomeno delle cosiddette case pollaio.

In questa direzione, d’altra parte, andava una delle raccomandazioni emerse durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza del 15 giugno scorso, presieduto dal prefetto Maria Rosa Trio e convocato per tenere alto il livello di sicurezza sul territorio salentino, destinazione turistica con numeri sempre più impressionanti.  Negli scorsi anni, in modo sempre più evidente, si è visto soprattutto in alcune località un oggettivo sovraffollamento delle abitazioni (con la compiacenza dei proprietari degli immobili) e il verificarsi di diversi problemi di ordine pubblico.

Il provvedimento della prima cittadina di Porto Cesareo richiama le previsioni di un decreto ministeriale del 1975 che stabilisce i parametri per l’idoneità abitativa e igienico-sanitaria: l’articolo 2 indica che per ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile di almeno 14 metri quadrati per i primi 4 abitanti e di almeno 10 per ciascuno dei successivi. Le stanze da letto devono avere una superficie minima di 9 metri quadrati se per una persona, di 14 se per due. Ogni alloggio deve avere un soggiorno di almeno 14 metri quadrati.

Rispetto ai criteri esposti è consentita la presenza di una sola persona in più. La violazione dell’ordinanza comporta una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro che si applica al proprietario, al locatore e al locatario. Al momento dell’accertamento viene formalizzata anche una diffida con la quale vengono concessi tre giorni per liberare l’abitazione dalle persone in eccesso. In seconda battuta, verificato un ulteriore sovraffollamento, è possibile ricorrere allo sgombero forzato con sequestro dell’immobile.

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