Stipendi arretrati: scatta la nuova protesta dei dipendenti della ditta Tundo

Alcuni lavoratori sono riuniti spontaneamente davanti alla Asl. La protesta è rientrata, in attesa che una parte delle mensilità mancanti sia corrisposta direttamente dall'azienda sanitaria

In foto: gli striscioni davanti alla sede della Asl

LECCE – Nella serata di ieri alcuni lavoratori della ditta Tundo spa sono tornati a protestare davanti alla sede della Asl di Lecce. La mobilitazione ha alla base sempre i medesimi motivi, che avevano già portato i dipendenti dell'azienda di Zollino ad organizzare analoghi sit-in in via Miglietta, ovvero il pagamento di alcune mensilità di stipendio arretrate.

Dopo un lungo braccio di ferro i dipendenti e i sindacati avevano chiesto che fosse la stessa azienda sanitaria, che ha appaltato i servizi a Tundo, a corrispondere direttamente gli emolumenti ai dipendenti. La vertenza era infatti sbarcata sui tavoli della prefettura locale e la stessa Asl, con una nota del 26 ottobre, aveva comunicato il formale avvio della procedura di pagamento sostitutivo delle retribuzioni per andare incontro alle richieste delle organizzazioni sindacali.

La protesta è rientrata nel giro di poche ore perché, stando alle informazioni dei sindacalisti di Uil e Cgil Lecce, già nel corso di questa mattina la Asl dovrebbe iniziare a pagare una parte degli stipendi mancanti ai lavoratori interessati dal problema.

"Asl ha confermato la predisposizione della procedura di intervento sostitutivo per il pagamento degli stipendi, inoltre ha dichiarato di aver acquisito dagli aventi diritto tutta la documentazione necessaria per l’erogazione dell’80 percento di due mensilità - ha fatto sapere Gianni Palazzo di Ubs Lecce -. Inoltre il direttore Rollo, impegnandosi a saldare tutto il pregresso nella misura di legge prevista, ha confermato l’avvio della contrattazione, finalizzata all’internalizzazione in Sanitaservice del servizio in appalto Tundo, da concludersi entro la fine dell'anno".

Già nelle prossime settimane si riunirà il tavolo permanente, richiesto delle organizzazioni sindacali, che con la partecipazione della task force regionale per l’occupazione si occuperà delle procedure previste per l’internalizzazione del servizio e la corresponsione dei restanti crediti maturati dai lavoratori.

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