Stop all'anticipo della cassa, posti di lavoro a rischio. Tessitura del Salento in crisi

Durante la riunione con i sindacati l'azienda ha comunicato i rischi per 113 dipendenti. "Non riusciamo a capire i ritardi del ministero sulla cassa ma non accetteremo scoperture economiche"

Foto di repertorio

LECCE – L'emergenza sanitaria da Covid-19 ha inferto un altro duro colpo al tessuto economico locale. Nell'occhio del ciclone, tra le altre aziende messe in ginocchio, è finita anche Tessitura del Salento industriale.

L'azienda tessile ha comunicato ai sindacati due notizie che preoccupano non poco: innanzitutto non è disposta a sopperire ai ritardi del ministero anticipando la cassa integrazione straordinaria; come se non bastasse pare che ora manchino anche le condizioni per salvaguardare i livelli occupazionali.

Il futuro dei 113 dipendenti dello stabilimento di Melpignano è appeso quindi a un filo. E la situazione, mese dopo mese, si sta aggravando. La vertenza occupazionale, lo ricordiamo, è scoppiata nella primavera del 2019 con il passaggio dalla ditta da Canepa Holding srl alla Taroni Re.

L'azienda, dopo aver presentato il piano industriale che non teneva dentro l'intera forza lavoro, a novembre chiese la proroga di un anno della cassa straordinaria per contratto di solidarietà.

Nel corso della riunione convocata il 25 maggio, su richiesta di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, Tessitura del Salento industriale ha dato lo stop dell'anticipo degli ammortizzatori sociali che erano stati prorogati a dicembre, grazie ad un accordo sottoscritto a Roma alla presenza anche di Leo Caroli della task force regionale.

La proroga doveva durare per l'intero 2020 e comportava una riduzione dell’orario di lavoro, fino ad un massimo del 60 percento. I soldi, sinora, sono stati anticipati proprio dall'azienda di Melpignano.

I sindacalisti Franco Giancane, Sergio Calò e Fabiana Signore, hanno quindi lanciato l'allarme: “Questa situazione, se non sarà sbloccata in tempi rapidi, non ci consentirà di chiedere nemmeno la cig ordinaria per Covid19 per tutti i lavoratori, per i quali il futuro si preannuncia molto difficile. Abbiamo quindi preso atto della decisione dell’azienda, in attesa di capire le ragioni di questo ritardo da parte del ministero nell'approvazione della cig straordinaria, ma abbiamo chiesto che nel passaggio da azienda ad Inps non vi siano mesi di scopertura economica”.

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“Di fatto – hanno riferito i segretari - abbiamo impiegato gli 80 minuti del video-collegamento per discutere di questo, senza avere alcuna rassicurazione rispetto alle prospettive produttive e occupazionali. Pertanto chiediamo la convocazione urgente della task force regionale affinché siano messe in campo tutte le iniziative necessarie a salvaguardare i posti di lavoro”.

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