Studenti a Lecce per la manifestazione. E il treno diventa un pollaio

Segnalazione di un pendolare sulle condizioni di viaggio in una giornata particolare che ha visto arrivare nel capoluogo molti ragazzi

Una delle foto scattate dal pendolare sul convoglio.

CORIGLIANO D’OTRANTO – La vita del pendolare salentino che si muove in treno di solito non è facile, ma diventa quasi impossibile in giornate particolari. Quella odierna rimarrà sicuramente impressa nella memoria di un lavoratore che, alle 8 del mattino, ha preso il treno da Corigliano d’Otranto fino a Lecce e poi, qualche ora più tardi, quello per fare rientro nel paese di residenza.

In entrambi i casi, infatti, il viaggio è stato affrontato con un numero ingente di passeggeri, con tutti gli inconvenienti del caso e, secondo il lettore che ha raccontato la sua esperienza, accantonando le norme di sicurezza. La premessa fondamentale che ha reso particolare questo venerdì è lo svolgimento della manifestazione “Fridays for future” che ha portato nel capoluogo salentino molti studenti che frequentano le scuole della provincia e che oggi si sono aggiunti al normale flusso di pendolari.

I disagi, dunque, sono stati molti, come anche la documentazione fotografica rivela, soprattutto nel viaggio di ritorno. Se infatti la prima tratta è stata effettuata con un Atr 220, l’ultimo tipo di convoglio acquistato e certamente più comodo e capiente, la seconda ha visto il passaggio, nella stazione di Zollino (dove la linea si biforca), su un Ad 31-45, modello vecchio di 40 anni che può trasportare un numero minore di passeggeri.

“Considerata la grande mole di passeggeri che volevano salire – ci ha scritto il lettore -, ci siamo ritrovati premuti uno contro l’altro o contro la struttura del treno, con il caldo, in piedi e in totale assenza di aria e con una ragazza che ha rischiato di rimanere incastrata tra le porte scorrevoli. E se qualcuno si fosse fatto male? Se fosse svenuto o se, malauguratamente, il treno avesse avuto un incidente? Chi sarebbero stati i responsabili?”.

Il pendolare pone, quindi, essenzialmente un problema di sicurezza. Per lui non c’erano assolutamente le condizioni perché, per accogliere quel gran numero di persone, sarebbero state necessarie altre vetture o l’istituzione di corse con maggiore frequenza.  Opzioni che si sarebbero potute prendere nella dovuta considerazione, immaginando un afflusso oltre la norma per un evento di richiamo per ragazzi che, tra l’altro, non hanno ancora l’età per guidare l’auto e che dunque fanno ricorso unicamente al trasporto pubblico per recarsi nel capoluogo.

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