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Venerdì, 30 Settembre 2022
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Il Tar di Lecce di parere opposto: giustificato il sacrificio del diritto allo studio

La Seconda sezione ha negato l'annullamento dell'efficacia dell'ordinanza regionale sulle scuole. Dal punto di vista del diritto ci sono molti spunti di riflessione

LECCE – Città che vai, Tar che trovi. Mentre a Bari la giustizia amministrativa ha accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza regionale del 29 ottobre che impone la sospensione della didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado, a Lecce i giudici dello stesso tribunale – sede distaccata – respingono analoga richiesta. Uguale l’oggetto del contendere, simili i presupposti.

La Seconda sezione del tribunale con sede a Lecce – presidente Eleonora di Santo – ha negato la sospensiva a un gruppo di genitori rappresentati dagli avvocati Alberto Pepe e Federico Pellegrino, ferma restando la fissazione della camera di consiglio al 25 novembre per la trattazione collegiale. Il giorno prima, il 24, è l’ultimo di vigenza del contestato provvedimento.

Per il Tar di Lecce, comunque, nell’attuale situazione sanitaria il diritto alla salute prevale su quello allo studio, “attesa la necessità di contenere il rischio del diffondersi del virus”. Non solo: le esigenze di tutela della salute giustificano un temporaneo sacrificio da parte delle famiglie sul piano organizzativo, considerando anche il fatto che il provvedimento ha una durata fissata e che può comunque essere ridotta in ragione di un migliore andamento dell’epidemia nelle prossime settimane.

Tuttavia, da tenere in considerazione, è la decisione del Tar di Bari che, di fatto, ha sospeso con efficacia erga omnes l’ordinanza, la quale, quindi non trova più applicazione in tutto il territorio regionale. 

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