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Giovedì, 19 Maggio 2022
L'autorizzazione paesaggistica era stata negata / Ugento

Via libera dal Tar a nuovo complesso edilizio nei 300 metri dalla costa

La recente sentenza legata alla realizzazione di venti mini appartamenti nella zona di Lido Marini ha chiarito l’applicabilità della norma di salvaguardia all'interno del centro abitato caratterizzato dalla presenza di svariate altre abitazioni

UGENTO - Il Comune di Ugento, sulla scorta del parere della Soprintendenza, aveva negato il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di un complesso edilizio nel raggio dei trecento metri dalla costa a Lido Marini.

Ma i tredici proprietari del terreno, di circa 1500 metri quadri, e la società immobiliare interessata all’edificazione hanno impugnato l’atto di diniego argomentando, con apposito ricorso presentato dai legali Alberto Grimaldi e Francesco Lezzi, le ragioni della possibilità di costruire nuovi immobili nell'ambito dei territori costieri a condizione che il contesto sia già caratterizzato dalla presenza diffusa di edifici.

E la conferma è giunta dall’accoglimento del ricorso collettivo da parte dei giudici della prima sezione del Tar di Lecce che con la sentenza pubblicata il 9 marzo scorso hanno legittimato la richiesta dei proprietari che avevano richiesto di poter realizzare una costruzione (costituita da venti piccoli appartamenti, dieci al piano terra e altrettanti al primo piano) in località Lido Marini, nella zona prospiciente via Crispi e via Pola, ricadente nei 300 metri dal mare, all'interno del centro abitato caratterizzato dalla presenza di svariate altre abitazioni.

Nel caso specifico preso in esame, secondo quanto prospettato dai ricorrenti e argomentato nelle tesi dei legali, l’area interessata dall’intervento è situata all’interno di una maglia edificata in cui il numero di costruzioni presenti supera di gran lunga quello delle aree prive di fabbricati. Con l’istanza presentata al Comune di Ugento il 29 dicembre  del 2017, i proprietari  avevano chiedevano il rilascio del titolo edilizio per la realizzazione del complesso immobiliare con successiva richiesta della relativa autorizzazione paesaggistica.

Richiesta valutata come “improcedibile” da parte della Sopritendenza e degli uffici comunali. E il responsabile dell’ufficio Paesaggio del Comune con apposito provvedimento negava quindi il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.

L'elemento di novità della vicenda è costituito dalla disapplicazione, da parte del giudice amministrativo, delle schede di applicazione e definizione del Piano paesaggistico territoriale regionale (il Pptr) che, interpretate letteralmente, sembrano escludere in maniera generalizzata la realizzazione di ogni nuova costruzione nella fascia costiera dei 300 metri dalla costa.

Ma secondo il recente pronunciamento del Tar di Lecce, le previsioni del Piano paesaggistico devono essere interpretate ed applicate alla luce del principio di ragionevolezza, anche in considerazione del fatto che la disciplina sul paesaggio di livello nazionale, rispetto alla quale la regolamentazione regionale deve essere coerente, esclude dall'operatività del vincolo di inedificabilità nei 300 metri dal mare le zone densamente edificate e quindi in sostanza i centri abitati.

“Sulla questione relativa all’edificabilità nei 300 metri dalla costa” commentano i legali Alberto Grimaldi e Francesco Lezzi, “il contributo offerto da questa sentenza consente di ritenere ormai chiarita, quanto meno allo stato attuale, una questione che nell’ultimo quarantennio, a far data dalla Legge Regionale numero 56 del 31 maggio 1980, non aveva trovato una chiara ed autorevole definizione”.

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