La Taranta gioca d'anticipo: il nuovo maestro concertatore è già al lavoro

Dagli esordi con Battiato alla colonna sonora della serie "I Medici". Paolo Buonvino, compositore catanese, dirigerà il Concertone del 22 agosto

Stretta di mano tra Paolo Buonvino e Massimo Manera.

MELPIGNANO - Giocando d'anticipo, la Fondazione Notte della Taranta ha annunciato il nome del maestro concertatore della prossima edizione, prevista per il 22 agosto. A dirla tutta, l'artista è già nel Salento per un primo incontro con i musicisti. La scelta è caduta su Paolo Buonvino, compositore di 51 anni, originario della provincia di Catania.

La sua biografia racconta di un esordio come assistente di Franco Battiato e della sua firma in calce a note colonne sonore. La prima è quella de "La Piovra 8", nel 2016 ha composto quella della serie tv "I Medici". Nel 2008 ha vinto il David di Donatello e il Nastro d'Argento per la colonna di "Caos Calmo", film di Nanni Moretti. Vanta collaborazione con noti registi e cantanti, tra cui i Negramaro. 

“Sono davvero felice di iniziare oggi questo viaggio insieme a La Notte della Taranta - ha dichiarato Buonvino incontrando l’orchestra - . Ho voluto che questa avventura cominciasse molto presto perché l’incontro con i musicisti, studiosi e professionisti, potesse essere il più approfondito ed intenso possibile. Simbolo di unione e di guarigione, la pizzica mi offre lo spunto per elaborare una sintesi di valori che mi appartengono profondamente. La Puglia, così come la mia Sicilia, sono terre meravigliose, uniche e ricche di storia; sono orgoglioso di essere stato chiamato a portare il mio immaginario musicale all’interno delle vostre tradizioni dense di significato. L’energia e la motivazione interiore che sono la spinta profonda che mi porta qui, spero regalino il 22 agosto la miglior sintesi di tutto quanto riusciremo a costruire insieme unendo le nostre storie e le nostre sensibilità. Daremo così alla musica quel ruolo autentico e fondamentale di farci sentire uniti tutti”.

“Abbiamo chiesto a Buonvino di celebrare la nostra epoca proiettandola nel futuro, fondendo sonorità del passato a ritmi e arrangiamenti che esprimano la profondità e la passione della Notte della Taranta e dei suoi protagonisti - ha spiegato il presidente della fondazione, Massimo Manera, che evidenzia come la programmazione pluriennale consenta al maestro di lavorare sul Concertone per nove mesi. La scelta di un compositore è infatti determinata dalla volontà di consegnare al pubblico un’opera che sia frutto di una ricerca musicale sul campo”.

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