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Plasma dei guariti anche in Puglia, ma lo screening si fa in laboratorio veneto

Il Policlinico di Bari ha siglato una convenzione. Preliminare alla sperimentazione è la determinazione del titolo degli anticorpi neutralizzanti: in Puglia si punta sull'Istituto Zooprofilattico di Foggia

LECCE – L’immunoterapia passiva con plasma raccolto da pazienti guariti dall’infezione da Covid-19 interessa molto anche alla Regione Puglia: la fase sperimentale è stata avviata, seppur in fase ancora preliminare.

Le speranze riposte in una terapia che in alcune realtà ospedaliere italiane sta dando risultati notevoli sono sempre più fondate, ma è necessario precisare che cura e vaccino sono due cose distinte che devono procedere parallelamente: la prima serve quanto prima per ridurre al minimo i danni letali dovuti all’infezione, il secondo per immunizzare la popolazione in un futuro che si spera quanto mai prossimo.

Il primo ospedale in Puglia ad approvare il relativo protocollo è stato il Policlinico di Bari, già il 10 aprile e ora si punta a coinvolgere tutte le strutture Covid della regione. Esiste un però, come spiegato da Angelo Ostuni, direttore dell’Unità operativa di Medicina Trasfusionale del Policlinico di Bari: “La terapia con il plasma iperimmune è stata già utilizzata nell’epidemia Ebola e in quella Sars e sappiamo aver dato risultati molto incoraggianti. Per il Covid 19 il punto importante è la determinazione del titolo degli anticorpi neutralizzanti, una metodica attualmente presente solo in pochi laboratori d’Italia. Il Policlinico di Bari ha attivato una convenzione con il laboratorio di Microbiologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, in attesa che in Puglia si attivi tale metodica presso il laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Foggia. La convenzione ci permetterà di raccogliere il plasma da donatori guariti che daranno il loro consenso alla fase preliminare dello screening per verificare l’idoneità del paziente. Il plasma raccolto sarà successivamente sottoposto a processo di inattivazione virale prima di essere somministrato ai pazienti malati che saranno individuati e selezionati dai reparti Covid perché il protocollo è rivolto a pazienti con malattia di grado moderato o severo”.

L’organizzazione del protocollo su base regionale è affidata al Centro Regionale Sangue per il quale sono circa 50 i pazienti dimessi dall’Azienda Policlinico che possono diventare donatori, oltre a quelli dimessi dagli altri ospedali Covid. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ripone molta fiducia sull’immunoterapia: “Abbiamo prima parato il colpo con gli ospedali, poi ci siamo attrezzati con i laboratori per rinforzare la capacità di fare tamponi ma, soprattutto, stiamo cercando una cura sicura. Sapere che chi si ammala non avrà complicazioni gravi può essere una speranza importante. La sperimentazione sta incominciando. Questo lavoro lo stanno facendo i nostri scienziati, in collaborazione con l’Università di Padova, e i medici nei nostri reparti con le prime terapie. Questo può essere molto importante soprattutto in vista dell’eventuale seconda ondata: adesso la situazione è stabile, ma ci dobbiamo preparare per il seguito di questa storia senza avere paura del virus”.

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