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Terapie intensive, casi in isolamento: le differenze tre le regioni d'Italia

Il Veneto è la regione con la percentuale più alta di persone positive al tampone che sono in quarantena in casa. In Puglia il dato dei pazienti più critici è allineato alla media nazionale

LECCE –  Come sta rispondendo il sistema ospedaliero all’emergenza di infezioni da Covid-19? Tenendo sempre bene a mente le specificità di ogni regione che determinano livelli assistenziali e di efficienza diversi tra aree del Paese – differenze che nessun piano straordinario può cancellare – una indicazione può essere rintracciata nel tipo di assistenza che si fornisce a chi è infetto dal nuovo coronavirus.

Quante sono le persone in terapia intensiva e quante quelle che affrontano la malattia a casa? I numeri per rispondere a queste domande sono presenti, ogni giorno, nelle schede riassuntive pubblicate sui siti istituzionali: si tratta di valori assoluti che, tradotti in percentuale, danno un’idea più facile del contesto.

La media italiana (dati aggioranti al 15 aprile) è questa, con 105mila 418 casi attivi: il 2,9 dei pazienti è in terapia intensiva, il 26,2 presso altri reparti e il 70,9 a casa. In Puglia i pazienti in terapia intensiva – calcolati sul totale dei casi attivi (al netto di decessi e guarigioni) – sono il 2,8 percento: quelli negli altri reparti dedicati al Covid il 23, mentre le persone infette (comprese quelle asintomatiche, ma la cui positività è stata accertata) che si trovano a casa sono il 74,1.

In Sicilia in terapia intensiva si trova il 2,3 percento del totale, il 26 in altri reparti, quasi il 72 in isolamento domiciliare. In Campania i valori sono il 2,8 percento per i casi più gravi, il 19,7 negli altri reparti, il 77,5 a casa. Questo per quanto riguarda le regioni più popolose del Mezzogiorno. Per ciò che concerne il Nord, in Lombardia – dove c’è di gran lunga il più consistente dato sui casi attivi, 329321 - c’è anche il più alto tasso di pazienti in reparti Covid, pari al 36,5 percento, mentre in terapia intensiva è ricoverato il 3,7 percento del totale; il 60,1 è a casa, in terapia o comunque sorvegliato.

In Emilia Romagna ci sono 13577 casi attualmente positivi: il 2,4 percento è in terapia intensiva, il 25 in altri reparti mentre il 72,6 in casa. Il Veneto – 10789 casi attivi - è la regione con il più alto tasso di casi in isolamento presso la propria abitazione, pari all’85 percento, mentre il 2 è in terapia intensiva e il 13 il altri reparti Covid. Anche in Toscana la percentuale degli infetti che si trovano in casa è ben oltre la media, con l’81,4 percento mentre il numero totale dei casi attivi è di 6417.

Per il Centro Italia si è preso in esame il Lazio, con 4047 casi attivi: i pazienti in terapia intensiva sono il 4,8 percento del totale, il 33,2 riguarda i pazienti in altri reparti mentre il 62 è in isolamento domiciliare.

Le percentuali relative alla terapia intensiva vanno poi integrate con il tasso di occupazione dei posti dedicati nelle strutture sanitarie di ogni regione secondo la dotazione ordinaria risultante al ministero della Salute al 31 dicembre (quindi al netto dei piani straordinari di potenziamento): la Puglia è appena sotto il 22 percento; la Sicilia è all’8,8 mentre la Campania al 14. In Lombardia il dato è imponente, pari al 116,7; in Emilia Romagna è l’81,3; in Veneto il 44 percento, in Toscana il 63,7 e nel Lazio, infine, il 42.

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