Test rapidi per il Covid-19, il sindaco Chiuri incassa il via libera di Lopalco

Prende corpo il progetto pilota di screening sierologico rapido proposto dall’associazione “Tutti uniti per la vita” e già accolto dai Comuni di Tricase e Lizzanello. Montesano in stand by. Il parere del responsabile dell’emergenza: “Test non diagnostici, ma utili”

Nella foto, il professore Lopalco.

TRICASE - Tra titubanze e sacralità scientifica, che non può essere acclarata da un semplice  screening sierologico ma dal tampone, nulla vieta di dare avvio al progetto pilota sui test rapidi su soggetti a rischio esposizione al virus Covid-19 o asintomatici, sulla falsariga della sperimentazione condotta presso l’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari sugli operatori sanitari, della quale nei giorni scorsi sono stati anticipati i risultati. Una valutazione che avvalora l’iniziativa promossa dall’associazione “Tutti uniti per la vita” rappresentata dall’immunologo Mauro Minelli, e da Giuseppe Calabrese e Roberto Prete, e sottoposta alla valutazione di diverse amministrazioni comunali come mezzo di contrasto in più da utilizzare per prevenire possibili situazioni di contagio epidemiologico.

Pur nella chiarezza della portata e dell’attendibilità medico scientifica, anche il professor Pier Luigi Lopalco, responsabile del coordinamento emergenze epidemiologiche della Regione, ha fornito un parere positivo all’iniziativa rispondendo alle valutazioni in merito richieste dal sindaco di Tricase, Carlo Chiuri, la cui amministrazione sarà tra le prime a dar seguito all’attività di screening.      

Al momento l’associazione “Tutti Uniti per la Vita” può contare, grazie a donazioni già effettuate da alcuni sostenitori, sulla pronta fruizione di almeno 500 test diagnostici rapidi e ha già concordato con alcune amministrazioni comunali (oltre a Tricase, già disponibili anche i comuni di Lizzanello, Montesano Salentino, Novoli) la distribuzione e la conseguente somministrazione dei test disponibili. “Posso comunicare di aver ricevuto dal professor Pier Luigi Lopalco il parere favorevole all’avvio nella nostra città di un progetto pilota di screening con test sierologici rapidi IgM/IgG su soggetti a rischio di esposizione al virus Covid-19, sulla falsariga della sperimentazione condotta presso l’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari sugli operatori sanitari, della quale nei giorni scorsi sono stati anticipati i risultati” dice il primo cittadino di Tricase, “ribadisco, come già indicato nel progetto predisposto con la collaborazione del consigliere Vincenzo Chiuri e sottoposto all’attenzione del professor Lopalco, che si tratta di uno screening di tipo epidemiologico volto a valutare la circolazione del virus sul territorio del nostro Comune e che mai si è voluto dare a questo esame il valore di test diagnostico in grado di rilevare la presenza o meno del virus nell’individuo testato”.

Come già annunciato dai responsabili dell’amministrazione comunale, il progetto riguarderà le categorie di persone potenzialmente a rischio di esposizione al virus in relazione alla loro attività svolta nei servizi di pubblica utilità. Ciò permetterà anche di avere a disposizione un campione di osservazione più composito ed eterogeneo (rispetto a quello omogeneo dell’Istituto Tumori di Bari, costituito solo da operatori sanitari), dunque potenzialmente più rappresentativo delle varie categorie di persone a rischio di esposizione al virus e delle differenti strade di possibile circolazione dello stesso. Resta ben inteso che rimangono le raccomandazioni primarie di prevenzione quale quella di rimanere in casa ed evitare le uscite non necessarie e che il vero test diagnostico è quello refertato a seguito del tampone. Ma il test rapido potrebbe comunque tornare utile per aver una campionatura più ampia dei possibili soggetti a rischio.

Sono sufficienti poche gocce di sangue e cinque minuti di tempo, come pre-screening per riconoscere soggetti recentemente esposti al virus e dunque suscettibili di test di conferma con tampone attraverso l’autorità sanitaria. “Ho già contattato il dottor  Minelli e, dopo aver valutato la proposta dell’associazione, ho comunicato la mia attiva volontà di effettuare il test rapido Covid-19” spiega il sindaco Chiuri, “in prima battuta e in prima istanza a coloro che operano nelle forze dell’ordine, ai medici di famiglia, agli operatori ecologici, ai dipendenti dei supermercati ed attività commerciali aperte al pubblico. Successivamente, valuteremo se estendere il test ad altre categorie professionali”. Sulla stessa falsariga le adesioni di massima già annunciate anche dai primi cittadini di Lizzanello, Fulvio Pedone, e di Montesano Salentino, Giuseppe Maglie, che hanno ottenuto le donazioni di oltre 150 kit per i test rapidi fra le persone più esposte al rischio contagio. I due amministratori hanno avuto modo di chiarire di essere pronti a partire con le attività di screening attraverso i test rapidi sierologici, quantomeno nei soggetti più a rischio. E ciò sarà fatto “solo appena si avranno le garanzie di un protocollo scientifico validato di riferimento” precisa il primo cittadino di Montesano.

Via libera di Lopalco: “Test non diagnostici, ma utili”  

“Leggo con interesse la volontà dell’amministrazione comunale di avviare un progetto pilota di screening con test sierologici rapidi sul vostro territorio” scrive il professor Lopalco nella missiva di risposta inviata al sindaco Chiuri, “a tal proposito torniamo a sottolineare, come anche indicato nel vostro protocollo inviato, che i test in questione non hanno validità diagnostica per identificare la presenza del virus, ma possono indicare esclusivamente la presenza di anticorpi specifici contro il virus e quindi i risultati possono essere utilizzati per valutazioni statistiche, D’altro canto, i risultati del progetto proposto possono far emergere interessanti spunti scientifici, anche perché effettuati su una popolazione che non è stata particolarmente colpita dall’epidemia della pandemia Covid-19, essendo segnalati fino ad oggi solo 2 casi domiciliati nel Comune di Tricase. Restiamo pertanto in attesa dei risultati del progetto pilota.

I dubbi del Pd: “Spunti scientifici, nessuna certezza”

“I test rapidi sierologici forniscono solo spunti scientifici senza certezza diagnostica” ribadiscono dal circolo Pd di Tricase. Il gruppo politico già nei giorni scorsi aveva presentato una richiesta al primo cittadino Carlo Chiuri e alle autorità competenti per avere delle informazioni certificate circa l’utilizzo dei cosiddetti test precoci. Il tutto anche perché la proposta presentata con un post su facebook nelle intenzioni dichiarate doveva rappresentare “l’opportunità di mettere in sicurezza quei lavoratori che operano nei settori di pubblica utilità”. Da qui la presa di posizione del gruppo Dem tricasino ha chiesto lumi e certezze.

“Siamo lieti che i chiarimenti, su nostra sollecitazione, siano giunti” ribattono dal circolo Pd, “ma ieri sera, utilizzando gli stessi metodi d’informazione, il sindaco ha informato la cittadinanza che a Tricase verrà avviato un progetto pilota di screening con test sierologici rapidi IgM/IgG su soggetti a rischio di esposizione al virus Covid-19, sulla falsariga della sperimentazione condotta presso l’Istituto tumori di Bari sugli operatori sanitari. Non si parla, dunque, di test diagnostici o, per utilizzare le parole del sindaco nella comunicazione del primo aprile, di test covid-19” precisano dal circolo Pd, “bensì di test che possono solo offrire interessanti spunti scientifici, così come ribadisce Pier Luigi Lopalco, epidemiologo della task force regionale messa in campo dal presidente Emiliano. Così come già anticipato ai cittadini dal circolo del Partito Democratico di Tricase e chiarito dal sindaco, i cosiddetti test precoci da lui stesso annunciati pochi giorni fa, non hanno validità diagnostica per identificare il virus”.

In attesa della pubblicazione, da parte del sindaco e da parte del consigliere Vincenzo Chiuri, del protocollo presentato al professor Lopalco e di tempistiche, costi e modalità del progetto, il circolo del Pd di Tricase rinnova l’invito a restare a casa e a seguire le indicazioni delle autorità preposte.

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