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L'attività di test torna a regime: nuovi casi in lieve calo, quattro nel Salento

Dopo la consueta riduzione domenicale, il numero dei tamponi si è avvicinato a quota seimila: 295 quelli con esito positivo. Tre decessi, tutti nel Foggiano. I ricoverati sono 36 in più rispetto al dato precedente

LECCE – Sono associati a residenti a Muro Leccese, Trepuzzi, Caprarica di Lecce e Aradeo i quattro casi di Covid-19 nella provincia di Lecce emersi con l’ultima tornata di tamponi, 5.827 a livello regionale. Nel Salento, dunque, a oggi sono 964 gli esiti positivi registrati dall’inizio dell’epidemia, per una incidenza pari al 12,1 (casi ogni 10mila abitanti) contro una media pugliese del 29,9.

Complessivamente, dall’bollettino epidemiologico di oggi, risultano 295 tamponi, di cui 113 in provincia di Bari, 91 in quella di Foggia, 46 nel Tarantino. Seguono poi la Bat, con 31, la provincia di Brindisi con 9 e, infine, quella di Lecce con 4. Due i tamponi relativi a residenti fuori regione (un altro è stato riclassificato a attribuito). Il rapporto tra positivi e tamponi è del 5 percento: meno della metà di quello risultato ieri (era del 13 percento), e comunque inferiore anche a quelli avuti alla fine della scorsa settimana (attorno al 6,5 percento).

Nel Foggiano sono stati registrati tre decessi (due nella fascia d’età 80-89 anni; un altro in quella over 90). Il numero dei guariti ha visto un incremento di 25 unità (5.629 in totale), mentre quello dei ricoverati è aumentato di 36 (totale 471). I posti occupati in terapia intensiva sono passati da 38 a 40. In Isolamento a casa ci sono 5.259 persone (su 5.730 casi attualmente positivi) senza sintomi o comunque con sintomi gestibili senza cure ospedaliere. Dall’inizio dell’epidemia, in Puglia, ci sono stati 12.001 casi di cui il 67,2 percento asintomatico, il 22,7 paucisintomatico, il 7,7 con sintomi lievi: la parte residuale, pari al 2,4 percento si suddivide tra casi con stato clinico severo e casi in condizioni critiche. L’indice di letalità, calcolato come rapporto tra decessi e casi noti, è finora del 5,4 percento: un dato che rispetto alla prima fase si è molto ridimensionato: un mese addietro era dell'8.3. 

Il trend decrescente, che viaggia in senso contrario all'aumento dei casi e dei ricoveri, non è dissimile da quanto si registra a livello nazionale: gli approcci terapeutici sono molto migliorati e nei mesi estivi le dinamiche di contagio hanno riguardato essenzialmente le fasce più giovani della popolazione. La tenuta del sistema ospedaliero è certamente fondamentale per limitare al massimo i decessi: se i reparti vanno in sofferenza la situazione si complica, come visto nella prima fase dell'emergenza sanitaria.

Leggi il bollettino del 20 ottobre

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