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Tornano le cartelle pazze dei consorzi. Agricoltori furiosi, audizione in Regione

Sono centinaia gli operatori agricoli che si sono visti recapitare avvisi di pagamento per opere di bonifica mai beneficiate. Pagliaro porta la questione in commissione regionale

LECCE - Tornano alla ribalta, con puntuale ritualità, le cosiddette cartelle pazze emesse dai consorzi di bonifica pugliesi per la riscossione dei contributi relativi a servizi che in particolare agricoltori e proprietari terrieri lamentano di non aver mai ricevuto. E in alcuni casi le cartelle esattoriali chiedono conto di versamenti per annualità già pregresse e abbondantemente prescritte.

Una situazione  che ha già generato le vibranti proteste del comparto agricolo e che presto sarà attenzionata anche in sede di lavori della commissione Agricoltura della Regione. Il tutto su iniziativa anche del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de “La Puglia Domani” e presidente del movimento Regione Salento che ha chiesto espressamente  al presidente Michele Emiliano e all’assessore Donato Pentassuglia di intervenire per sanare la situazione.

Sono centinaia infatti i contadini e i coltivatori che da settimane segnalano l’arrivo, al loro indirizzo, di numerose richieste di pagamento da parte dei consorzi Terre d'Apulia, Arneo, Stornara e Tara e Ugento Li Foggi per la regolarizzazione del famigerato contributo 630.

“Quanto sta accadendo a molti agricoltori pugliesi e salentini alle prese con le nuove richieste di pagamento ordinate dai consorzi di bonifica commissariati è inammissibile, oltre che gravemente vessatorio” lamenta il consigliere Pagliaro, “si tratta del contributo dovuto dai proprietari di immobili rientranti nel comprensorio di bonifica, i quali però non hanno beneficiato, e continuano a non beneficiarne, di alcuna opera di bonifica rilevante che possa giustificare la richiesta di pagamento. Non si comprende, quindi, perché gli agricoltori del nostro territorio, già messi in ginocchio dalla recente pandemia oltre che dalla xylella, debbano versare un tributo di bonifica senza aver ricevuto un beneficio effettivo, derivante appunto dall’attività di bonifica”.

“Questi avvisi di pagamento, molti dei quali peraltro abbondantemente prescritti” aggiunge il consigliere regionale salentino, “risultano incongrui ed ingiusti, tanto più alla luce della sentenza emessa nel 2018 dalla Corte Costituzionale, che ha spiegato come l’assoggettabilità alla contribuzione consortile presuppone il beneficio derivato all’immobile dall’attività di bonifica. In più, eventuali spese per il conseguimento dei fini istituzionali sostenute dal Consorzio di bonifica, in sé indipendenti dal beneficio del contribuente, sono recuperabili sotto la forma del tributo di bonifica, ma solo se inscindibilmente legate al beneficio e alla quota di tributo pagate come corrispettivo".

"Nessun beneficio, invece, è stato ottenuto dagli agricoltori salentini per le attività di bonifica, e pertanto nessun tributo può essere da loro preteso. Molte sono le situazioni in cui dai Consorzi ci si attendeva un intervento a sostegno dei nostri coltivatori” precisa ancora Pagliaro, “che, invece, hanno atteso invano finendo per vedere, tanto per fare un esempio, i propri campi allagati ad ogni pioggia. Ecco perché ho presentato una richiesta di convocazione della IV Commissione consiliare Agricoltura, per chiedere l’audizione dell’assessore al ramo Pentassuglia e del presidente Emiliano, affinché diano risposte ai nostri agricoltori giustamente infuriati e blocchino subito le richieste di pagamento per opere mai compiute, in danno del mondo agricolo salentino e pugliese”.

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