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Torre San Giovanni, bacini intasati da posidonia. Allarme a Comune e consorzio

Ancora irrisolta nella marina di Ugento la problematica dei canali che sfociano in mare costantemente ostruiti da detriti e cumuli di posidonia. A rischio anche gli argini. Appello dei residenti con una denuncia fotografica

UGENTO - Passano gli anni, ma la situazione che vede l’accumulo della posidonia nei bacini di bonifica che sfociano lungo il lungomare di Torre San Giovanni, la marina di Ugento, resta sempre più impantanata. Ed è proprio il caso di dirlo. Gli interventi tampone, e alquanto sporadici, non hanno risolto una problematica che i residenti della marina continuano a segnalare agli amministratori e agli enti preposti e a monitorare anche attraverso una rendicontazione pressoché quotidiana con documentazione video e fotografica a corredo.

Dalla quale si evince ancora una volta l’increscioso problema di natura ambientale, con tutte le conseguenze dal punto di vista della salubrità e dell’igiene pubblica costantemente a rischio. Le masse fluttuanti di alghe e posidonia oceanica continuano ad ostruire lo sbocco a mare del bacino di bonifica di Torre San Giovanni e nonostante un intervento di raccolta e accostamento delle stesse, effettuato agli inizi del mese di gennaio, ancora oggi la situazione è tutt’altro che risolta.

“A distanza di quasi due anni dalla mia prima segnalazione la situazione e pressoché invariata, se non peggiore, e i pochi interventi di rimozione che sono stati fatti come al solito in vista della stagione estiva si sono rilevati inutili” segnala Simone Potenza, portavoce dei residenti, “ad inzio gennaio è stato fatto un intervento di accantonamento della posidonia, creando un cumulo di alghe accostato all'argine, sempre all'interno del bacino, ma questa soluzione, che non consente comunque il corretto afflusso dell'acqua, è risultata inutile in quanto il problema si è riproposto già dal giorno successivo e ad oggi la problematica è senza soluzione”.

Da quanto si evince dall’ultimo monitoraggio di questi giorni, attualmente, nel bacino è presente una ostruzione di oltre 40 metri di lunghezza. “Il paese è infestato dalle zanzare e l'odore sprigionato dalle alghe in putrefazione è nauseabondo” lamenta Simone Potenza, “senza tralasciare il fatto che l'impeto delle onde all'interno del canale sta contribuendo al crollo degli argini. Noi purtroppo non possiamo fare altro, come facciamo da un anno e mezzo a questa parte, che continuare a monitorare fotograficamente la situazione attraverso la nostra pagina social, ma è tempo che gli enti preposti trovino una soluzione definitiva”.

L’appello reiterato è rivolto all’amministrazione comunale di Ugento e al consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi, ma soprattutto agli organi regionali competenti chiamanti a prendere in mano la situazione e pianificare gli interventi risolutivi.

     

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