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Torre Veneri, riprese le esercitazioni ma sul via libera si apre un caso

Una sentenza del Consiglio di Stato aveva imposto la necessità di una nuova e aggiornata valutazione dell'impatto ambientale. Lecce Città Pubblica, che aveva posto a suo tempo la questione, aveva chiesto di poter formulare eventuali osservazioni

LECCE – Nel poligono di Torre Veneri sono ricominciate le esercitazioni di tiro con i carri armati. Le attività erano state sospese in ottemperanza al dettato di una sentenza del Consiglio di Stato che subordinava la ripresa alla pubblicazione da parte della Regione di una nuova e aggiornata valutazione di incidenza ambientale (Vinca).

Il provvedimento è arrivato con determina dirigenziale il 18 agosto scorso ed è stato pubblicato sul bollettino regionale una settimana dopo ma, di fatto, se ne è avuta contezza soltanto nei giorni scorsi quando per i residenti della zona di Frigole è ripresa la forzata convivenza con le esercitazioni.

Una vera e propria sorpresa per Lecce Città Pubblica (Lcp), l’associazione che con la propria iniziativa aveva posto la questione e avviato il contenzioso amministrativo finalizzato a una moratoria fino alla predisposizione di nuove procedure, più attente agli equilibri ambientali – il poligono ricade in un’area Sic, sito di interesse comunitario – dopo la constatazione a più riprese negli anni, anche dello stesso Esercito, della presenza di concentrazioni di inquinanti oltre soglia.

Il mancato coinvolgimento da parte degli uffici regionali del settore Ambiente, lamenta Lcp, ha impedito così la presentazione di eventuali osservazioni prima della validazione della Vinca: circostanza che porrebbe le basi per una istanza cautelare di sospensione del provvedimento davanti al Tar. Per il momento l'associazione ha annunciato l’accesso agli atti per poi valutare il da farsi, rimarcando il proprio disappunto. A febbraio, del resto, poco dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, Lcp aveva partecipato a un tavolo tecnico promosso dall'assessorato al fine di individuare un percorso condiviso.

“Lecce Città Pubblica - si legge in un comunicato - aveva partecipato ad un incontro con gli alti rappresentanti delle forze armate, la Regione con i suoi organi tecnici e politici e gli enti territoriali competenti manifestando subito un  atteggiamento collaborativo volto a cercare la soluzione migliore per la tutela dell’ambiente e l’utilizzo  militare del Sic di Torre Veneri. Già in quella sede, e poi con comunicazioni  indirizzate ai dirigenti regionali preposti, aveva chiesto di intervenire nel procedimento per formulare ogni  utile osservazione. Richiesta peraltro anche superflua dato che Lcp era parte nel procedimento giudiziario  concluso con la sentenza del Consiglio di Stato”.

Aggiunge da parte sua Adriano Tolomeo, legale dell’associazione, raggiunto telefonicamente: “La vicenda è stata trattata in maniera freddamente burocratica, come pratica da smaltire. Evidentemente non valeva dieci minuti di riflessione pubblica, nell’interesse non dei ricorrenti, ma della collettività. Nemmeno si sono posti il problema della clamorosa violazione delle statuizioni del Tar prima e del Consiglio di Stato poi”.

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