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Un trasferimento mal digerito dalle operatrici: la protesta in casa Monteco

Sono 11 (per lo più donne) le unità spostate nella sede di via Diaz. Fp Cgil: "Le signore hanno uno spogliatoio in condivisione con un uomo e lamentano turni domenicali più frequenti rispetto al passato"

LECCE – Sono pronte a manifestare sotto Palazzo Carafa, lunedì 11 ottobre, le 10 operatrici ecologiche, e un operatore, che l'azienda Monteco, dal 30 settembre, ha trasferito nel cantiere di via Diaz.

Una decisione che Fp Cgil bolla come “unilaterale” e che alcune delle dirette interessate avrebbero mal digerito. Le lavoratrici, tutte donne ad eccezione di un unico uomo, si sono riunite in assemblea questa mattina, nel cantiere di via Novoli, per decidere il da farsi.

Ma perché il trasferimento è così osteggiato? Lo spiega Paolo Taurino di Fp Cgil Lecce: “Le operatrici ecologiche nella nuova sede hanno a disposizione un solo bagno/spogliatoio in condivisione con un uomo: una situazione che potrebbe creare disagio. Inoltre il trasferimento è avvenuto senza una concertazione preliminare con il sindacato e non sappiamo perché siano stati scelti questi lavoratori e non altri”.

Ma a creare malumore pare essere soprattutto la nuova turnazione che prevede, rispetto a prima, un numero più alto di domeniche lavorative: “Nel precedente cantiere, dove hanno lavorato fino alla fine di settembre, erano impiegate circa 200 persone e il turno domenicale era occasionale: poteva succedere di lavorare una domenica ogni due o tre mesi. La situazione è cambiata dopo il trasferimento e le lavoratrici lamentano di non aver più molto tempo da dedicare alle loro famiglie, durante il giorno festivo”, prosegue il sindacalista.

Alla base della decisione di Monteco, società che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti nel capoluogo, vi sarebbe la volontà di aggiungere un servizio di pulizia e spazzamento nel centro storico cittadino.

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