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Uno scorcio di Casalabate.

Uno scorcio di Casalabate.

Niente lido: il piano coste anche se non definitivo prevede spiaggia libera

Nel ricorso di una società, la spunta il Comune di Trepuzzi che aveva revocato il rilascio di una concessione per uno stabilimento balneare a Casalabate

TREPUZZI – “La mancata approvazione del Piano delle coste e la destinazione dell’area […], nelle previsioni dello stesso, pur se non ancora definitive, a spiaggia libera (e più specificamente le ragioni alla base di tale scelta: essa rappresenta la zona di spiaggia più facilmente fruibile da residenti e non residenti e soprattutto dalle fasce deboli della popolazione - bambini, anziani e disabili - e, inoltre, dalla concessione deriverebbe un carico urbanistico eccessivo per la maglia urbana retrostante), risultano […] elementi giustificativi legittimi e di per sé autonomamente sufficienti a supportare l’intervento in autotutela del Comune di Trepuzzi”.

È il passaggio chiave della recente sentenza della prima sezione del Tar di Lecce con cui si ritiene che il Comune di Trepuzzi, difeso dall’avvocato Ernesto Leganza, abbia legittimamente revocato il procedimento di rilascio di una concessione per uno stabilimento balneare in un’area che ricade nella marina di Casalabate. La pronuncia dei giudici (presidente Antonio Pasca, consigliere estensore Ettore Manca, primo referendario Maria Luisa Rotondano). Il ricorso era stato presentato dalla società Pelagos, rappresentata nel giudizio dagli avvocati Adriano Tolomeo e Paola Boccardo, contro una determinazione del responsabile del Settore urbanistica e lavori Pubblici del Comune di Trepuzzi, la numero 505 del 31 dicembre del 2018.

Il principio fissato con la sentenza, dunque, è che durante l’iter di formazione del Piano comunale delle coste non è possibile rilasciare nuove concessioni balneari.  Il Comune di Trepuzzi (sotto cui ricade la marina di Casalabate) aveva avviato le fasi di redazione, prevedendo che l’area richiesta dalla società non rientrasse nei lotti per i quali poteva essere assegnata una concessione demaniale. E il Tar ha ritenuto corretto che la Giunta comunale, con deliberazione del dicembre 2018, avesse deciso, prima di procedere alla revoca, che quella zona fosse destinata a spiaggia libera per i residenti e per le fasce deboli della popolazione. Inoltre, la difesa del Comune di Trepuzzi ha evidenziato, dopo un’approfondita verifica, che non vi fossero aree sufficienti da destinare a parcheggio dello stabilimento balneare.  

“Ribadisco la volontà di avere nella marina di Casalabate una programmazione di ampio respiro che consenta di conciliare le esigenze del pubblico (fruizione di una spiaggia libera) con quelle ricettive, per cui occorre avere infrastrutture e servizi tali da elevare il livello qualitativo dell’offerta turistica”, è il commento a margine della sentenza del sindaco, Giuseppe Taurino.

“Tutto questo – aggiunge il primo cittadino - deve avvenire con l’approvazione del Piano delle coste, il quale deve tenere conto dei progetti di rigenerazione urbana e di lotta all’erosione costiera, allo studio di questa amministrazione, seguiti con attenzione nei vari passaggi in cui sono state coinvolte a più livelli ’Università di Pescara, la Regione Puglia e gli enti interessati. L’obiettivo è quello di promuovere una programmazione di qualità per avviare progetti di rigenerazione urbana. Solo allora – conclude Taurino - potremmo avere spiagge dotate di servizi che siano compatibili con l’ambiente e con la salvaguardia del grande patrimonio naturalistico della marina di Casalabate”.

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