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Troppe tre farmacie nella stessa zona, Tar annulla la “nuova” pianta organica

I giudici hanno accolto il ricorso dei titolari della Fides che si erano opposti al piano di zonizzazione approvato a Galatone

GALATONE -  La revisione della pianta organica delle farmacie nel territorio di Galatone non può essere attuata secondo lo schema redatto dall’amministrazione comunale con una delibera risalente al maggio del 2016. E’ quanto hanno stabilito i giudici amministrativi della seconda sezione del Tar di Lecce che, accogliendo il ricorso presentato dai titolari di una delle farmacie già presenti sul territorio comunale, hanno di fatto annullato l’esecutività del provvedimento della vecchia giunta comunale relativo alla revisione della zonizzazione delle sedi farmaceutiche individuate sul territorio comunale.

In seguito all’approvazione di quella delibera il Comune, oltre a dare il via libera alla costituzione di una quinta farmacia sul territorio, aveva anche ridefinito l’area di pertinenza della Farmacia Fides, non tanto per dare spazio di insediamento al nuovo punto vendita dei prodotti sanitari, ma in considerazione anche della richiesta di trasferimento dal centro cittadino in un'altra zona, nel circondario di via XXIV Maggio, avanzata dai titolari di un'altra farmacia della cittadina. Contro tale decisione dell’amministrazione comunale la società titolare della farmacia che si è sentita “penalizzata” dalla nuova pianta organica e dalla zonizzazione delle sedi farmaceutiche aveva  proposto ricorso con i legali Luigi e Giorgio Portaluri.          

I giudici del Tar di Lecce, esprimendosi definitivamente sul ricorso, pur riconoscendo la legittimità e la competenza del Comune, e non della Regione, nella revisione delle piante organiche delle farmacie, ha evidenziato che l’amministrazione comunale con quell’atto “pur dichiarando di voler rendere più equa la distribuzione delle farmacie, aveva invece approvato un piano dalla cui applicazione sarebbe derivato una concentrazione di almeno tre farmacie nella stessa area centro-occidentale del territorio comunale”. Il tutto secondo la sentenza “in contraddizione con gli obiettivi di decongestionare il centro cittadino dai presidi farmaceutici e di consentire un’equa, capillare e accessibile distribuzione del servizio farmaceutico in favore della collettività”.

I giudici del Tar hanno così accolto il nodo centrale del ricorso e riconosciuto l’inapplicabilità della decisione comunale del 2016, condividendo anche le tesi formulate dagli avvocati Portaluri, i quali hanno espresso soddisfazione per l’esito del giudizio. “La sentenza del Tar correttamente annulla una scelta comunale che, oltre ad incidere in senso negativo sulle prerogative concorrenziali della farmacia ricorrente” commentano i legali, “avrebbe soprattutto compromesso la tutela dell’interesse pubblico alla salute di tutti i cittadini”.

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