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Troppi pescatori sul litorale cittadino di Otranto, arriva lo stop del sindaco

Ordinanza del primo cittadino Cariddi per limitare l’assembramento sul tratto costiero urbano compreso tra zona Castellana e la zona Archi. “Non si può garantire il distanziamento"

OTRANTO - Troppi pescatori amatoriali nel tratto costiero che lambisce il centro urbano di Otranto che, sfruttando la disposizione regionale del 28 aprile scorso sulla possibilità di praticare l’attività della pesca sportiva, si sono riversati in questi giorni su quel tratto di litorale anche in zone dove è difficile mantenere le distanze di sicurezza imposte dalle norme anti contagio. Preso atto di questa situazione potenzialmente pericolosa il sindaco idruntino, Pierpaolo Cariddi, questa mattina firmato un’ordinanza urgente (leggi l'ordinanza) con la quale ha disposto il divieto di pesca proprio lungo la dorsale cittadina.

Nello specifico il tratto interdetto con effetto immediato, a partire da oggi e sino  al permanere dell’emergenza Covid-19, è quello tra zona Castellana e la zona Archi e compreso tra il canale Trafili e il termine del muro paraonde del molo San Nicola. La decisione del primo cittadino si è resa necessaria proprio in ragione del fatto che dal momento dell’entrata in vigore dell’ordinanza della Regione, si è subito registrata la presenza di numerosi pescatori amatoriali che si sono riversati lungo il tratto urbano del litorale di Otranto, creando non pochi problemi di sicurezza per il mancato rispetto delle condizioni previste dalla stessa ordinanza regionale, oltre al mancato rispetto del distanziamento sociale e all'uso dei dispositivi di protezione.

E’ stato rilevato inoltre dalle autorità competenti che in quella zona, peraltro in parte già interdetta sulla base delle norme del codice della navigazione alla pesca e alla balneazione, non risulta possibile, per la conformazione morfologica dei contesti, garantire il distanziamento sociale, come previsto dalle norme vigenti in materia di prevenzione del contagio Covid 19. Da qui la nuova ordinanza comunale che ha disposto le nuove misure restrittive da subito rese esecutive. Si rammenta che, salvo che il fatto non costituisca reato, il mancato rispetto degli obblighi di tale ordinanza prevede una sanzione amministrativa da  400 a 3 mila euro

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