L'Udinese pensa allo sgambetto? Manca la firma per il prestito di Barak

L'Us Lecce attende la controfirma del documento che consentirebbe al ceco di terminare regolarmente il campionato. Il termine scade alla mezzanotte di martedì

Barak a Napoli.

LECCE - Diciamolo con poche e chiare parole: il Lecce farebbe bene a ritirare la squadra dal campionato di serie A qualora l'Udinese non dovesse concedere il prolungamento del prestito di Antonin Barak fino al 2 agosto, nuova data di conclusione della stagione dopo l'emergenza per l'epidemia di Covid-19. A poco più di 24 dalla scadenza del termine fissato dalla Lega, la società friulana non ha ancora controfirmato il relativo documento senza il quale dal 1 luglio il centrocampista ceco non sarebbe più un calciatore del Lecce, con dieci partite ancora in calendario.

Una follia legittimata dal formalismo giuridico - tutti i prestiti vanno comunque ridiscussi tra le società interessate -, ma che manda definitivamente a quel paese i principi del merito sportivo e della lealtà. La questione è semplice: poiché il torneo è stato interrotto per cause di forza maggiore, gli organici devono rimanere tali e quali fino al termine del torneo. Una cosa tanto ovvia che sembra pure una presa in giro parlarne.

Figc e Lega non si sono date granché da fare per scongiurare il rischio di boicottaggi, forse confidando in un gentlemen agreement sulla base delle indicazioni della federazione internazionale. Del resto tutti i club di serie A avevano dato il loro assenso al mantenimento dello status quo. Fossero state previste penalità, anche solo come deterrente, oggi non sarebbe sorto questo episodio davvero increscioso: invece l'Udinese, se negasse il prolungamento, si dovrebbe solo accollare la quota di ingaggio rimanente e, ovviamente, non potrebbe schierare il calciatore. 

L'affaire Barak è una questione seria: l'Udinese non ha ancora dato il suo assenso. Questa posizione, profondamente antisportiva, a prima vista ha una sola spiegazione: il danno che i friulani arrecherebbero a una diretta concorrente nella corsa alla salvezza che sarebbe così privata del suo uomo migliore in un reparto già alle prese con gli infortuni di Majer e Deiola. Barak, detto, per inciso, ha tranquillamente apposto la sua firma per rimanere ancora in giallorosso per il mese decisivo per le sorti del torneo.

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Di qui alla mezzanotte di martedì si attendono sviluppi di buonsenso in modo che Barak possa scendere in campo mercoledì contro la Sampdoria e onorare l'impegno assunto con il club giallorosso: qualsiasi altra strada porta a una alterazione del campionato, già modificato nelle sue premesse dall'ampliamento del numero di sostituzioni previste (da tre a cinque). Ma se quella variazione può essere spiegata con qualche fondata ragione - diminuire il rischio di infortuni in una sequenza così densa di partite -, quella che deriverebbe da un niet al prolungamento di un prestito non avrebbe davvero nessuna giustificazione se non quella di un deliberato atto doloso.

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