"Bonificate subito la Burgesi": l'urlo arriverà davanti alla Regione Puglia

Associazioni e cittadini di Ugento, Gemini, Acquarica e Taurisano pronti alla mobilitazione a Bari per chiedere i fondi per risanare l'area. La questione si trascina da troppo tempo senza soluzioni. "Emiliano adesso ci ascolti"

“Basta! Bonificate la Burgesi!”. Se il grido è arrivato più volte, negli anni, dal basso Salento, questa volta si sentirà forte e chiaro direttamente a Bari. Sì, perché il 28 giugno i cittadini hanno deciso di manifestare direttamente davanti alla sede della Regione Puglia. Alle 10 di mattina di giovedì, si ritroveranno in via Capruzzi in tanti provenienti da Ugento e dalla sua frazione, Gemini, da Acquarica del Capo, da Taurisano e, in generale, da vari comuni del Capo di Leuca. La manifestazione è organizzata da un nugolo di associazioni che hanno deciso di fondere la loro voce: Pro Loco Beach di Gemini, Pro Loco di Acquarica , Consorzio Pro Loco del Capo di Leuca, Pro Loco di Taurisano, Ciatdm (sezione di Acquarica del Capo), AttivaMente di Ugento, Fidas di Ugento, Associazione culturale Gemini, Associazione Pro Loco Ugento e Marine, Comitato per Torre San Giovanni, Lilt (sezione di Ugento). Altre associazioni potrebbero aggiungersi strada facendo, l’invito è esteso a tutti.  

Si parte da Ugento, Gemini e Acquarica

Tre i luoghi da dove si muoverà il gruppo, con pullman: alle 6,30 da Ugento, in Piazza Italia, alle ore 6,45 da Gemini nell’area fitness (vicino alla scuola media) e da Acquarica del Capo alle 7, in Piazza dell’Amicizia. Alle 10 il corteo si snoderà quindi in via Capruzzi, dirigendosi verso la sede della Regione Puglia. Una delegazione dei rappresentanti delle associazioni incontrerà presidente Michele Emiliano e consiglieri di maggioranza e opposizione, oltre ai vari parlamentari pugliesi che vorranno partecipare alla discussione, che verterà su vari temi: sblocco di 1 milione di euro destinato al monitoraggio della discarica Burgesi, la necessità della bonifica, ma anche altre situazioni d’inquinamento che interessano il territorio e la chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia. Di certo, le associazioni, a nome di tanti  cittadini, ritengono che non  si possano più accettare ritardi in una vicenda che si trascina avanti da troppo tempo, con un intervento urgente chiesto tra l’altro dalla magistratura che ancora tarda ad arrivare. 

Emiliano sollecitato invano più volte

Più volte Emiliano è stato sollecitato, con la  richiesta di tavoli tecnici ai quali potessero partecipare rappresentanti delle associazioni territoriali, che però, a oggi lamentano di non aver mai ricevuto risposte. Questo, anche nonostante una manifestazione già svoltasi il 28 maggio dell’anno scorso. “Tra noi e nel nostro territorio ci sono persone malate di cancro e tante che invece hanno vissuto e vivono in famiglia questo dolore ed è anche per questo motivo che ci aspettiamo e ci aspettavamo una maggiore disponibilità al dialogo da parte della Regione ed una soluzione tempestiva di questo gravissimo problema”, dicono le associazioni.

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"Subito bonifica dell'area e monitoraggi"

“Sono trascorsi due anni – proseguono - da quando la magistratura ha chiesto agli enti preposti di intervenire con urgenza , ma di fatto tutto è rimasto immutato e poco è stato fatto”. Il coordinamento delle associazioni chiederà quindi, per prima cosa, la bonifica della discarica di Burgesi e l’esecuzione dei monitoraggi necessari, con tempi d’attuazione certi. La preoccupazione scaturisce, fra l’altro, dalle note dichiarazioni del pentito Gianluigi Rosafio, secondo cui parlato di seicento fusti di policlorobifenili (Pcb) sarebbero stati “tombati” nella discarica. Nondimeno, le analisi dei periti del Cnr di Bari  dimostrano che nella discarica si troverebbe Pcb, rinvenuto nel percolato ma, e per fortunam non ancora nell’acqua. “Una bomba ecologica – commentano le associazioni - che potrebbe esplodere da un momento all’altro nelle viscere della terra inquinando la falda”.

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