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Domenica, 22 Maggio 2022
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Bando mense ospedali, scontro su clausola sociale. Ugl scrive all’Autorità anti corruzione

Nella mattinata di domani, convocato un altro sit-in di protesta davanti all’ospedale “Vito Fazzi”. L’organizzazione sindacale scrive intanto ad Anac: “Nessun riferimento al Ccnl”

LECCE – Ancora polemica sull’appalto per la ristorazione e i punti cottura negli ospedali di Puglia: è scontro sulla clausola sociale e Ugl Terziario scrive all’Autorità nazionale anti corruzione. In una missiva, infatti, anche i sindacalisti di Lecce hanno rimarcato alcune delle criticità contenute all’interno del bando. Dalle 9,30 alle 12 di domani mattina, intanto, organizzato un nuovo sit-in di protesta davanti all’ingresso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce: il terzo nel giro di pochi giorni. Tra le criticità contestate dall’organizzazione al bando, la garanzia occupazionale per i lavoratori ritenuta troppo generica.

Nello specifico, nella lettera inviata da Anac, Ugl sottolinea la seguente parte del bando: “Assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale  operante olle dipendenze dei fornitori uscenti”. Parole che non farebbero alcun riferimento a quanto dettato dall'art icolo 332 del Contratto collettivo nazionale del lavoro. “ll bando di gara, realizzato dalla Centrale unica per gli acquisti della Regione Puglia ( Innova Puglia ) all'atto di formulazione non si e? tenuta scrupolosamente ad osservare le linee guida della disciplina della clausola sociale, approvate dall'Anac con delibera del 13 febbraio 2019 e che sottolinea la necessita? che la stazione appaltante - al fine di garantire una corretta formulazione dell'offerta da parte delle imprese – di indicare l’elenco del personale, monte ore lavorativo, profili professionali , anzianita? diservizio, livelli retributivi e sede di lavoro”, proseguono da Ugl Puglia.

Non essendo state riportate le informazioni sopracitate, a detta del sindacato le società partecipanti al bando non potranno procedere con una corretta formulazione dell’offerta. E non solo. “Andrà a ledere i diritti dei lavoratori operanti da anni, ponendo in essere una forte tensione sociale, tenuto conto che su tutto il territorio pugliese operano circa 1400 addetti suddivisi nei vari profili professionali. Oltre a creare un problema di carattere occupazionale, il bando rischia di diventare anche un problema nella fornitura di un servizio al fruitore finale non di alta qualita?”, concludono.

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