Un'arma contro il caporalato: nelle campagne di Nardò parte "SuPrEme"

Il progetto, inserito nell’ambito del Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, è stato avviato in collaborazione con Asl Lecce: "Un valore aggiunto"

Foto di repertorio: il campo di Boncuri

Nardò – Si chiama Su.Pr.Eme. Italia il progetto avviato già a Foggia e da oggi, 5 agosto, anche a Nardò che mira a contrastare i fenomeni di grave sfruttamento dei braccianti agricoli e quindi il caporalato.

Su.Pre.Me. (Sud protagonista nel superamento delle emergenze) prende piede presso il campo di Boncuri che ospita gli operai agricoli, per lo più migranti, e fa parte di un Piano triennale contro il caporalato avviato in 5 regioni che presentano le maggiori criticità:  Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Campania.

Il progetto è stato proposto da Aress Puglia e dalla direzione generale della Asl di Lecce con l’obiettivo di assistere e tutelare la salute dei cittadini di Paesi terzi e dei migranti che vivono in condizioni di grave vulnerabilità.

Nell'agro di Nardò, a partire da oggi, sarà operativo un team composto da un medico, un infermiere, un mediatore culturale, uno psicologo, assistenti sociali e legali e un tecnico della prevenzione. La fase operativa coinvolge anche i volontari della Croce rossa, Cir e Camera a Sud che si sposteranno direttamente sui campi per parlare con i braccianti e individuare i loro bisogni socio-sanitari.

L'obiettivo è quello di prevenire il contagio da Covid-19, attraverso test sierologici rapidi e tamponi. Ma il team sosterrà anche azioni di integrazione e partecipazione alla vita sociale.

“Questo progetto ha un valore aggiunto: alle prestazioni ordinarie della Asl si aggiunge infatti la qualità dell'intervento garantita da professioni che riescono a cogliere ciò che non è espresso, quei bisogni sommersi che, colmati, restituiscono dignità alla persona – ha commentato il direttore del distretto di Nardò, Oronzo Borgia -. Il dialogo e il confronto consentono anche di orientare i migranti tra i servizi offerti dalla Asl, quali le vaccinazioni e la prevenzione sanitaria”.

“Attraverso l'apertura ai bisogni, alla possibilità di colmarli, passa, infatti, il processo di integrazione teso a favorire la tutela dei diritti dei migranti per una società più equa e più sicura. L’auspicio è dunque che, con il contributo della rete degli operatori coinvolti, il Progetto Su.Pr.Eme, possa migliorare le condizioni di vita dei cittadini migranti e favorire la loro integrazione nel tessuto sociale della nostra realtà territoriale”, ha concluso Borgia.

Il partenariato del progetto è guidato dal Ministero del lavoro, direzione generale immigrazione coadiuvato dalla Regione Puglia insieme alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia e l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni e Nova consorzio nazionale. Il progetto è finanziato nell’ambito dei fondi Amif - Emergency Funds (AP2019) della Commissione europea e nel Salento è coordinato dalla Asl Lecce.

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