rotate-mobile
Lunedì, 4 Dicembre 2023
Saranno impiegati in tutti i settori per 65 ore mensili

Un supporto per gli uffici comunali: a Palazzo Carafa attivati 36 tirocini sociali

Il Comune di Lecce ha fatto la sua parte rispondendo all’avviso pubblico dell’Ambito territoriale e ora la giunta ha dato il via libera ai tirocini d’inclusione sociale destinati ai percettori di reddito di cittadinanza. Miglietta: “Ci aspettavano più offerte dai privati”

LECCE - Come già pianificato nelle scorse settimane il Comune di Lecce si è candidato ad ospitare 36 tirocini di inclusione sociale destinati ai percettori di reddito di cittadinanza.

Dopo una ricognizione del fabbisogno dei settori dell'amministrazione comunale, si è stabilita infatti una stima dei tirocinanti da accogliere (trentasei appunto) che saranno impiegati in vari settori: dalla segreteria generale fino alla polizia locale, passando per affari generali, programmazione strategica, servizio economico finanziario, ambiente, pianificazione e sviluppo del territorio, lavori pubblici, politiche culturali.

E ancora nei settori comunali relativi a spettacolo e turismo, welfare, servizi demografici, innovazione tecnologica e attività produttive. L'impegno richiesto sarà di 65 ore al mese per la durata massima di un anno.

La candidatura per l’avvio dei tirocini era stata deliberata nell'ultima seduta dalla giunta comunale di Palazzo Carafa ed è arrivata in risposta all'avviso pubblico dell'Ambito territoriale sociale (in scadenza il prossimo 8 maggio), di cui Lecce è capofila, per creare un elenco di enti ospitanti per un totale di 109 tirocini di inclusione sociale, destinati ai percettori di reddito di cittadinanza, residenti nei dieci comuni che fanno parte dell'ambito.

“L'amministrazione comunale di Lecce accoglierà 36 tirocinanti percettori di reddito di cittadinanza che potranno supportare il lavoro degli uffici comunali” spiega l'assessora al Welfare, Silvia Miglietta, “e avremmo auspicato una maggiore risposta da parte delle aziende del territorio che spesso condividono anche con le istituzioni la fatica e la difficoltà di trovare personale per le proprie attività”.

“L’avviso rivolto agli enti ospitanti è stato pubblicato a febbraio ed è stato aperto tre mesi. Prendiamo atto che la risposta è stata inferiore alle aspettative pur essendo una preziosa possibilità sia per le aziende, che avrebbero potuto avvalersi di lavoratori e lavoratrici retribuiti con risorse del Fondo Quota Povertà, sia per i tirocinanti e le tirocinanti che avrebbero potuto avere una concreta prospettiva di assunzione al termine del percorso, cosa possibile nel privato, ma non nel pubblico”.

Il tirocinio di inclusione sociale è un percorso di orientamento, di formazione e di inserimento o reinserimento lavorativo e sociale per rafforzare le competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro attraverso azioni sinergiche con il mondo delle imprese e dei servizi, pubblici e privati.

Inseriti nelle azioni progettuali finanziate attraverso il Piano attuativo locale-quota Fondo Povertà 2020-2021, questi tirocini si svolgeranno presso aziende ed enti che hanno presentato la propria adesione, con orari e modalità da concordare, nel rispetto del progetto personalizzato di ogni singolo beneficiario, che in ogni modo non dovrà superare le 30 ore settimanali per una durata massima di 12 mesi.

Al tirocinante viene riconosciuto un compenso, a carico dell’Ambito territoriale sociale di Lecce, cumulabile con l'importo mensile del Reddito di cittadinanza, mentre è previsto un rimborso al soggetto ospitante, per ogni partecipante, per le spese inerenti alle procedure di attivazione del tirocinio.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Un supporto per gli uffici comunali: a Palazzo Carafa attivati 36 tirocini sociali

LeccePrima è in caricamento