Lunedì, 20 Settembre 2021
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Un sostegno alle vittime di violenza: arriva il Reddito di dignità

La Regione Puglia sarà destinataria di 220 mila 895 euro: la somma sarà destinata a donne in condizioni di povertà assistite dai Centri. Chirizzi, Cisl: "Un ulteriore passo verso la rimozione degli ostacoli"

Foto di repertorio

LECCE – “Un atto di civiltà”, lo ha definito Ada Chirizzi. La segretaria generale Cisl Lecce ha commentato positivamente l'introduzione del cosidetto reddito di libertà, il cui decreto è stato pubblicato il 20 luglio in Gazzetta ufficiale.

Tale misura prevede l'erogazione di un sostegno economico per favorire l'indipendenza economica e l'emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà, già seguite dai centri antiviolenza.

Donne le cui condizioni, come sappiamo, si sono aggravate a seguito dell'emergenza Covid che le ha costrette a restare in casa con i propri aguzzini, senza poter trovare una via di fuga. O donne rimaste prive di un reddito, proprio in virtù delle restrizioni previste dalle misure di contrasto alla pandemia.

Per comprendere la portata e la gravità del fenomeno bastano i dati Istat 2020 che certificano un aumento del 79,5 percento delle chiamate al 1522 (il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking) a partire da fine marzo e con picchi nei mesi di aprile e maggio.

Il decreto definisce i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza, nato grazie all'incremento di 3 milioni di euro per l'anno 2020 del Fondo delle politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.

Il badget a disposizione viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base ai dati Istat dal 1° gennaio 2020, riferiti alla popolazione femminile di età tra i 18 e i 67 anni residente nei comuni di ciascuna regione.

La Regione Puglia sarà destinataria di 220 mila 895 euro, una somma che, come auspica Cisl, potrà essere ulteriormente incrementata con fondi propri.

Il reddito di libertà, di importo massimo pari a 400 euro mensili pro capite per un anno, potrà essere richiesto all'Inps con apposita domanda, sulla base del modello predisposto di un'autocertificazione dell'interessata, cui si aggiunge una dichiarazione firmata dal rappresentante legale del centro antiviolenza che ha preso in carico la stessa, che ne attesti il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso, e la dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento, che ne attesti lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria e urgente.

Il reddito di libertà è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l'autonomia abitativa e la riacquisizione dell'autonomia personale, nonché il percorso scolastico e formativo dei figli minori.

L'aiuto è compatibile con altri strumenti di sostegno come il Reddito di cittadinanza.

“Il reddito rappresenta un ulteriore passo verso la rimozione di quegli ostacoli all'affermazione della dignità della persona, del diritto a una vita senza violenza, della libertà di poter scegliere – ha proseguito Chirizzi -. Per l'affermazione di questi diritti ci spendiamo da tempo, come Cisl Lecce, all'interno delle cabine di regia degli Ambiti e dei Consorzi sociali territoriali dove vengono definite misure e percorsi di prevenzione e contrasto della violenza contro donne e minori, a partire da quelli della sempre più nutrita e qualificata rete dei Centri antiviolenza Cav. Così come pure siamo impegnati all'interno delle reti che intendono operare un cambio culturale. Perché la violenza su donne e minori è principalmente un problema culturale che richiede un comune impegno per un suo superamento”.

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