Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Vaccini, l’Anm: “Mai chiesta una corsia preferenziale. Ma l’esclusione è incomprensibile”

Intervengono i presidenti dell’Associazione di Bari e Lecce che esprimono forte preoccupazione per la situazione nei Palazzi di giustizia pugliesi: “A rischio la salute di operatori e cittadini a causa dell’inadeguatezza degli uffici”

LECCE - Le giunte esecutive dell'Associazione Nazionale Magistrati delle Corti di Appello di Bari e di Lecce vogliono fare chiarezza in merito alla decisione della Regione Puglia di interrompere le vaccinazioni già programmate e, in alcuni casi, già iniziate nel settore giustizia.

“Mai è stata chiesta per i magistrati e il personale amministrativo una corsia privilegiata o l’utilizzazione di vaccini destinati alle categorie prioritarie. La magistratura associativa, sin dall'inizio, ha chiesto che il programma vaccinale fosse esteso anche agli avvocati e ad altri operatori nel settore giustizia, sollecitando, in tal senso, anche una presa di posizione comune con gli organismi associativi degli avvocati”, esordisce la nota firmata dai presidenti dell’Anm di Bari Antonio Diella, e di Lecce, Maurizio Saso (nella foto).

“Non c'è stata nessuna corsa alla vaccinazione dei magistrati né alcuna richiesta di anteporre il comparto giustizia alle categorie indicate come prioritarie dal piano nazionale e regionale delle vaccinazioni”, scrivono i referenti locali dell’Associazione in un successivo passaggio, rilevando però che, a differenza degli altri servizi pubblici essenziali (personale sanitario, insegnanti, militari e forze dell’ordine), solo il comparto giustizia - peraltro solo in alcune regioni - non abbia ottenuto lo stesso trattamento, e che l’esclusione sia ancora più incomprensibile, tenuto conto che negli uffici giudiziari si svolgono quotidianamente udienze ed altre attività di pubblico servizio in presenza, mentre in altri servizi seppur essenziali vige in generale la regola della attività a distanza.

Certo è che i due rappresentanti dell’Anm esprimono forte preoccupazione per l'attuale situazione nei palazzi di giustizia pugliesi, dovuta alle notizie su magistrati, avvocati e funzionari in isolamento fiduciario causa Covid-19 e al rischio per la salute di operatori e utenti, data la grave inadeguatezza degli uffici giudiziari spesso privi di opprortuni sistemi di aerazione e di spazi idonei che consentano il necessario distanziamento di sicurezza.

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