rotate-mobile
Lunedì, 17 Giugno 2024
0 °
In campo Fim, Fiom, Uilm e Ugl

Vertenza Softlab, gli addetti partono da Caserta e protestano a Lecce: volantini contro l’azienda

Circa 250 addetti ex Jabil attendono gli emolumenti della cassa integrazione e alcuni anche stipendi arretrati. La rabbia dei lavoratori si è spinta dalla Campania in piazza Sant’Oronzo per sollecitare il rispetto degli impegni da parte del titolare salentino

LECCE - Una levataccia, iniziata alle 3,30 del mattino, per partire da Caserta e raggiungere la piazza principale di Lecce e manifestare la propria rabbia nei confronti dell’imprenditore salentino, titolare di Softlab, che secondo le reiterate proteste dei circa 250, tra lavoratrici e lavoratori, non avrebbe mantenuto gli impegni assunti di garantire un’occupazione stabile agli ex dipendenti Jabil.     

La protesta, che gli addetti avevano annunciato già alla fine di aprile, dopo le manifestazioni di Caserta, Napoli e Roma (con un nulla di fatto anche nell’incontro presso il ministero dove l’azienda non ha presenziato), sotto l’egida delle sigle sindacali campane di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm e Ugl Caserta che seguono da vicino la vertenza, è andata in scena questa mattina in piazza Sant’Oronzo supportata logisticamente dalle delegazioni sindacali della provincia di Lecce.  

Lo avevano promesso proprio nel caso in cui "non fossero arrivate risposte concrete sulla vertenza" e lo hanno fatto dunque: i lavoratori Softlab, sono partiti in piena notte da Caserta e sono giunti a far visita a domicilio alla dirigenza leccese dell’azienda sollecitando con fermezza il mantenimento degli impegni presi in tempi non sospetti per garantire un'occupazione stabile ai lavoratori.

"Anni fa la dirigenza Softlab si è presentata in Jabil di Marcianise e ha convinto i lavoratori a lasciare la multinazionale americana per ricollocarsi, rassicurandoli sulla bontà e credibilità dell’operazione industriale" rammentano in una nota congiunta aggiornata questa mattina dalle segreterie sindacali di Fim, Fiom e Uilm,  "e oggi invece le lavoratrici e i lavoratori sono in mezzo a una strada mentre c’è chi ha intascato 80 mila euro per ogni lavoratore che lasciava la Jabil. Le istituzioni locali e nazionali che hanno sponsorizzato questa operazione devono capire che bisogna intervenire immediatamente perché l’esasperazione sta raggiungendo livelli incontrollabili”.     

IMG-20240520-WA0015

Le lavoratrici e i lavoratori giunti nella piazza leccese hanno distribuito un volantino nel quale  denunciano e stigmatizzano, senza molti giri di parole, l’atteggiamento definito "irresponsabile" dell’imprenditore e titolare della Softlab.  

“Ricordiamo anche al presidente De Luca che i dipendenti di Softlab", scrivono anche i segretati sindacali, “hanno chiesto un suo intervento diretto nella vertenza perché non è accettabile che una persona inaffidabile sia venuto a speculare sulla pelle dei lavoratrici e lavoratori ingannando anche le istituzioni che avrebbero dovuto garantire la validità dei progetti industriali rimasti solo sulla carta".

Da gennaio gli oltre 200 addetti di Softlab Tech Caserta, un’azienda di consulenza informatiche che ha sedi in tutta Italia, non percepiscono la cassa integrazione (forse da oggi potrebbe sbloccarsi qualche mensilità), e un gruppo di lavoratori avanza anche alcuni stipendi arretrati. Nella precedente manifestazione del 23 aprile scorso a Napoli, a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, i lavoratori avevano chiesto al governatore De Luca risposte immediate sulla mancata percezione degli emolumenti e sulle prospettive future, ricordando anche che lo stesso presidente della Regione qualche anno fa aveva inaugurato a Caserta, in corso Trieste, la sede di Softlab, poi chiusa.

La vertenza Softlab proprio in questi giorni si è saldata con la "vertenza madre" relativa alla multinazionale Usa, Jabil con stabilimento a Marcianise. I lavoratori Softlab infatti sono tutti ex dipendenti Jabil, fuoriusciti negli anni scorsi dagli organici della multinazionale per essere riassunti in Softlab, dietro incentivo corrisposto dalla ex società di provenienza.

Come rammentato dai sindacati, l'impegno di Softlab era quello di mantenere l'occupazione nell'ambito di un progetto produttivo, ma "nessuna produzione è mai partita" e i lavoratori si sono ritrovati in cassa integrazione proprio come ai tempi in cui erano in Jabil. A loro volta, i 420 lavoratori rimasti in Jabil, in queste settimane, sono in mobilitazione perché l'azienda Usa ha deciso un totale disimpegno da Marcianise e dall'Italia. Oltre 600 lavoratori in totale tra Jabil e Softlab che potrebbero, dunque, nel futuro prossimo, perdere il lavoro.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

IMG-20240520-WA0017

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vertenza Softlab, gli addetti partono da Caserta e protestano a Lecce: volantini contro l’azienda

LeccePrima è in caricamento