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Viene da Lizzanello: multato dalla polizia locale nel centro commerciale

L'episodio, verificatosi a Cavallino, ha mandato su tutte le furie il sindaco Fulvio Pedone che invita i suoi concittadini sanzionati a consegnargli i verbali per discuterne in prefettura

LIZZANELLO - L'applicazione di una sanzione di 400 euro a un cittadino di Lizzanello che si era recato in mattinata presso il centro commerciale di Cavallino ha scatenato la reazione del sindaco Fulvio Pedone, con la richiesta di un tavolo di mediazione presso la prefettura di Lecce per chiarire una volta per tutti la querelle sorta con il collega Bruno Ciccarese Gorgoni.

In realtà, si tratta di un déjà vu, considerando quanto osservato in primavera, quando ci fu, intorno allo stesso nodo, una divergenza di opinioni tra il sindaco di Lecce e quello di Cavallino.

Le misure di prevenzione stabilite con l'ultimo Dpcm impongono - per le regioni "arancioni" come la Puglia (e "rosse) - il divieto di spostamento in altri comuni se non per ragioni dimostrabili di lavoro, necessità o salute. Questo vale in linea generale, poi ci sono fattispecie particolari che hanno scatenato, come abbiamo visto già nella prima fase della pandemia, diversi "contenziosi".

Il primo cittadino della "parte lesa", del resto, proprio ieri, rivendicava di aver avuto il via libera anche dal prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, dopo uno scambio informale via messaggio. In realtà quella risposta non sembra discostarsi, e non potrebbe essere diversamente, dalla linea del governo, di cui il prefetto è rappresentante sul territorio. Sul sito del governo sono state aggiornate le Faq (acronimo inglese per domande poste frequentemente).

Quella che riguarda il caso in questione recita: "È possibile spostarsi in altri comuni per acquistare beni o usufruire di servizi solo ed esclusivamente se questi non sono disponibili nel proprio comune. Laddove quindi il comune non disponga di punti vendita (o, per esempio, dell’ufficio postale), o sia necessario acquistare generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati".

Tutto chiarito dunque? Nemmeno per sogno perché è chiaro che per molti cittadini, soprattutto in tempi difficili anche economicamente come questi, la convenienza è un criterio di scelta importante. D'altra parte è singolare anche che interi parchi commerciali si trovino in questo contesto emergenziale a poter servire un ambito comunale di poche migliaia di abitanti: la questione è rilevante anche in ottica occupazionale, visto che in quei centri ci lavorano centinaia di persone. Di contro, bisogna pur tener conto che i centri commerciali tendono a essere molto affollati: di qui la decisione di chisura il fine settimana su tutto il territorio nazionale.

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